Il presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, ha fatto una cosa che in questo clima politico pesa come un macigno: è intervenuto sul referendum sulla giustizia. E lo ha fatto lasciando pochissimo spazio alle interpretazioni.
Aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente, Zuppi si è schierato a difesa della Costituzione attualmente in vigore:
“Invitiamo tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco”.
Poi è entrato nel cuore della questione:
“La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Csm sono temi che, come Pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti. C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare”.
E ha aggiunto:
“Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti”.















