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UmbriaLeft intervista Maura Coltorti, vicepresidente del Consiglio comunale di Spoleto

Maura Coltorti è da sempre un’importante attivista politica, sociale e culturale a Spoleto, storicamente impegnata nell’area della sinistra sui grandi temi del lavoro, dei diritti e della tutela dell’ambiente. Oggi è consigliera comunale del Comune di Spoleto, eletta con la lista Ora Spoleto, che sostiene l’attuale maggioranza guidata dal sindaco Andrea Sisti, e ricopre un ruolo istituzionale di rilievo: è vicepresidente del Consiglio comunale e componente di diverse commissioni consiliari (Normativa, Controllo e Garanzia e II Commissione). UmbriaLeft l’ha intervistata.

Maura, da consigliera e vicepresidente del Consiglio comunale di Spoleto, quali ritieni siano state le principali sfide che l’amministrazione ha affrontato in questi anni e come hai vissuto questa tua nuova esperienza?

Un territorio così vasto affronta quotidianamente sfide e richiede cura. Stiamo ancora gestendo l’eredità del sisma, in particolare per quanto riguarda l’edilizia scolastica. Un impegno significativo è legato ai progetti del PNRR: una grande opportunità, certo, ma che richiede altrettanto lavoro e soprattutto la necessità di pensare alla Spoleto del futuro.
Abbiamo lavorato per valorizzare la nostra identità culturale e turistica, per potenziare i servizi, garantendo al contempo la continuità dell’ordinario. Abbiamo inoltre cercato di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
Per me è stato un percorso profondamente formativo, che mi ha permesso di conoscere meglio il territorio, le sue esigenze e potenzialità. Ho fatto i conti con le inefficienze, con la burocrazia che spesso rende complesso dare risposte tempestive ai bisogni dei cittadini. Ho imparato che non sempre la mancata realizzazione di un progetto dipende dall’incapacità o volontà di chi amministra e che talvolta è necessario modificare priorità e tempi.

Qual è il tuo giudizio sull’azione del governo guidato da Giorgia Meloni?

Credo che basti riascoltare le promesse elettorali del centro destra e confrontarle con questi anni di governo Meloni.
Migrazioni e blocco navale: misure irrealizzabili sia sul piano giuridico che diplomatico. C’è stato un aumento degli sbarchi e un bel centro in Albania, totalmente inutile, solo un grande spreco di denaro pubblico. Un problema strutturale va affrontato con politiche serie non con slogan più o meno urlati. Abolizione della Fornero, taglio delle accise, aumenti degli stipendi, riforma fiscale , tutto non pervenuto salvo piccole cose spesso peggiorative.
Abolizione del RdC con qualcosa di migliore, infatti il “successo” del RdI è confermato dai dati : aumento della povertà.
Politica estera: imbarazzante. Spesa sul riarmo per nuovi strumenti d’arma sottratti ai servizi essenziali. E ora la controriforma della giustizia, utile forse, come dice il Ministro Nordio solo ai politici che di certo non affronta i problemi strutturali della giustizia (tempi, personale, organizzazione)
Devo aggiungere altro?

Una forte crisi sociale ed economica investe l’Umbria. La nostra regione è ufficialmente nella ZES. Come leggi questa situazione e quali sono, secondo te, le ricette per affrontarla?

L’ingresso dell’Umbria nella ZES è un’ opportunità.
Dal punto di vista simbolico, è invece preoccupante, perché riconosce esplicitamente che la nostra Regione presenta fragilità strutturali e un’economia sfavorevole. Spero che possa essere un’occasione per recuperare ritardi e funga quindi da volano.
Semplificazioni e incentivi possono attrarre imprese e rafforzare il tessuto produttivo e quindi creare nuova occupazione. E’ uno strumento e come tale va governato con competenza e senso del bene comune.

Quale valutazione dai del governo della Regione Umbria e del Patto Avanti?

Credo sia prematuro dare un giudizio sul governo della Regione. I segnali sono positivi, più attenzione ai territori e ai diritti, alle persone fragili, una programmazione che registra la volontà di intervenire su nodi strutturali. Per quanto ci riguarda c’è tutta la partita sull’Ospedale, su cui la Presidente si è molto spesa in campagna elettorale. Tutti, cittadini e associazioni aspettano delle risposte chiare. Aspettiamo quindi il Piano Socio-Sanitario, che dovrà rispondere ai nostri quesiti.

Spoleto è stata la prima città in Umbria che ha sperimentato il PATTO AVANTI che si è poi rivelato vincente a Perugia e poi in Regione. Semplicemente credo che in questo momento non ci siano alternative per battere le destre. Gli impegni sono chiari e condivisi. Ci ho creduto 4 anni fa e per questo mi sono candidata. Ci vuole impegno per far funzionare “un patto”, che vede al suo interno, tante forze politiche. Impegno e buona volontà.

E sul futuro della sinistra in Umbria e in Italia?

Domanda che ci facciamo da anni. La risposta è sempre la stessa. Tornare vicini ai cittadini, ai loro problemi, ai bisogni, alle loro esigenze. Lavoro, diritti , qualità della vita, servizi, credo che, solo se riusciremo a trasformare le richieste in risposte concrete potremo riacquistare credibilità e tornare ad essere un punto di riferimento per chi chiede giustizia sociale ed opportunità. Dobbiamo offrire soluzioni e non slogan. Tornare ad ascoltare i cittadini e per noi è più facile farlo, siamo una piccola regione e il contatto con le comunità è diretto. Da questo ascolto devono nascere progettualità e azioni concrete.