Lorenzo Falistocco è una figura molto attiva nel panorama politico della sinistra in Umbria e a Perugia. Impegnato da anni nel dibattito pubblico, si è sempre distinto per l’attenzione ai temi del diritto allo studio, del lavoro e del modello di sviluppo. Attualmente è capogruppo per Alleanza Verdi e Sinistra in Comune a Perugia e componente della segreteria regionale di Sinistra Italiana dell’Umbria come responsabile Enti Locali. UmbriaLeft lo ha intervistato.
Lorenzo, qual è il tuo giudizio sul governo guidato da Giorgia Meloni?
Il giudizio sul Governo Meloni è ovviamente negativo, probabilmente sarebbe strano se dicessi il contrario. Ma provando a stare sui temi concreti, lo è perché le risposte che questo governo ha dato in questi anni sono o assenti o inefficaci. Penso alla grande questione dei salari, è il principale problema italiano. Le opposizioni su questo in maniera quasi unitaria, lanciarono una proposta al Governo, il salario minimo. La risposta è stata no, ma questo è solo uno dei tanti temi su cui il Governo Meloni non ha fornito politiche efficaci, pensiamo ai grandi temi della scuola e della sanità pubblica o delle politiche industriali, di fonte alle sfide della transizione ecologica e digitale.
Quale valutazione dai dell’amministrazione comunale di Perugia? E del governo della Regione Umbria?
A Perugia e in Umbria si sono aperte due sfide fondamentali per la sinistra e i progressisti. Nel comune capoluogo dopo 10 anni siamo riusciti a sconfiggere il centro destra con una proposta coraggiosa ed innovativa. La Giunta sta portando avanti quello che è il nostro obiettivo fondamentale, cioè rispettare le linee programmatiche, tenendo assieme visione politica e proposte concrete per la città. Su questo lasciatemi dire un tema di cui sono particolarmente orgoglioso, quello del salario minimo comunale, perché oltre alla proposta concreta, abbiamo rimesso al centro del dibattito politico il tema del lavoro e dei salari. A livello regionale la vittoria elettorale delle forze progressiste, avvenuta qualche mese dopo le comunali del 2024, ha segnato un altro momento molto importante. Abbiamo il compito di rafforzare la sanità pubblica, obiettivo sicuramente non semplice ma su cui si sta lavorando con grande impegno, soprattutto per il nuovo piano socio sanitario. Ci tengo a sottolineare sia a livello comunale che regionale l’ottimo lavoro fatto sui temi del sociale, della casa e della scuola. Il Giudizio è sicuramente positivo, consapevoli però che i prossimi anni saranno fondamentali, per arrivare ai grandi obiettivi programmatici.
Che idea ti sei fatto del Patto Avanti, la coalizione che oggi governa l’Umbria? E sul futuro della sinistra in Umbria e in Italia?
Il Patto Avanti ha significato innanzitutto un concetto semplice, non avremmo più fatto il favore alla destra di dividerci, come avvenuto a livello nazionale nel 2022. Un nuovo gruppo dirigente ha costruito l’asse fondamentale per costruire un’alternativa progressista alla destra, un’esperienza che poi si è allargata, soprattutto a nuove esperienze civiche. Personalmente non mi piace parlare di modelli, so benissimo che il livello nazionale presenta altre peculiarità rispetto all’Umbria, ma sono convinto che molti aspetti di quanto successo a Perugia e in Umbria possano essere utili anche a livello nazionale. Dall’unità delle forze politiche, al fatto che la destra non si batte rincorrendola, ma proponendo una visione della società e quindi un programma nettamente alternativo.
Una forte crisi sociale ed economica investe l’Umbria. La nostra regione è ufficialmente nella ZES. Come leggi questa situazione e quali sono, secondo te, le ricette per affrontarla a partire dal capoluogo di Regione?
La situazione sociale ed economica in Umbria è difficile ormai da anni e allora forse serve che la sinistra si ponga il tema di un nuovo modello di sviluppo. Parlare di innovazione, filiere produttive, mobilità pubblica e sostenibile, di formazione e istruzione, sono questioni cruciali. Partiamo però da un principio, serve un sistema che non si basi sulla compressione dei salari, ma tutt’altro, sul creare valore aggiunto ed innovazione.
Quali sono le priorità di Sinistra Italiana rispetto ai prossimi appuntamenti elettorali in Umbria?
Sinistra Italiana anche in Umbria è impegnata nel rafforzare Alleanza Verdi e Sinistra come spazio politico. Finalmente dopo tanti anni c’è una forza politica che in maniera stabile si radica con lo stesso simbolo, ponendo al centro soprattutto due grandi temi, giustizia sociale e climatica. Ecco è fondamentale che Avs sia sempre più presente con le proprie idee e proposte. In aggiunta ovviamente continueremo a lavorare per rafforzare la coalizione progressista che appunto è stata fondamentale per sconfiggere la destra alle elezioni sia a Perugia che in Umbria.












