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Le ragioni del nostro NO

Per spiegare e raccontare le ragioni del NO al prossimo referendum sulla Giustizia, l’Associazione UmbriaLeft ha organizzato un incontro dibattitto preso la sede dei Sindacati di Base in via del Lavoro a Perugia.
A discutere di quelle che sono le “nostre ragioni del NO”, UmbriaLeft ha chiamato personaggi per mondo politico dell’attivismo e del giornlismo, per dare conferma a quelle che sono le tesi di una scelta.
I lavori sono stati moderati da Attilio Gambacorta, rappresentante dell’Associazione UmbriaLeft con gli interventi di Roberta Pompili del Collettivo Euronomade, un network teorico e politico che analizza le trasformazioni del capitalismo del lavoro e delle città.
La spiegazione politica del referendum è stata affida a Giso Amendola Sociologo del Diritto all’Universita di Salerno. A completare gli interventi il direttore della rivista Alternative per il socialismo, Alfonso Gianni, già deputato e sottosegretario allo sviluppo economico.
“Quella voluta dal governo Meloni è stato detto nel corso dell’incontro, non è una vera riforma della giustizia poiché non migliora il servizio ai cittadini, non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale né regolarizza i precari, non rafforza le garanzie, non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena. È una legge inutile poiché la separazione tra pm e giudici nei fatti c’è già.

La legge Meloni-Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere. Insieme ad autonomia differenziata e premierato, rappresenta un disegno più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra repubblica democratica. Il risultato è una giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti. L’autonomia della magistratura non è un privilegio ma la garanzia di uguaglianza per tutti”.