Prima il programma, le nostre proposte per l’Italia, e poi il leader.
«Penso che l’onda costituzionle e repubblicana, l’onda generazionale che ha sommerso così fragorosamente la controriforma Meloni-Nordio ponga a tutti noi una domanda e offra a noi un’opportunità.
Non mi pare che il cuore di questa domanda sia “spiegateci come decidete la leadership della coalizione”. Se ne parla molto sui giornali, nei circuiti politici, ma fuori?
Abbiamo visto come i giovani di questo paese siano in grado di mobilitarsi, non è affatto vero che sono disinteressati, patetici, lontani dall’impegno, ma pongono una grande questione.
Chiedono parole chiare, in grado di indicare la rotta di un’alternativa che parli alla loro vita, hai loro problemi, alla precarietà che cresce, che è diventato una condizione esistenziale, gli stipendi bassi, al lavoro sottopagato, all’assenza di opportunità di futuro, chiedono un chiaro no alla guerra. il coraggio di una proposta è in grado di dire che se noi vinciamo cambia tutto.
i no del referendum non sono tutti voti nostri, le persone vanno coinvolte e convinte.
È più probabile vincere mostrandoci uniti attorno a una proposta politica, quindi intanto sommessamente avanzerei una proposta: si convochi al più presto una riunione delle forze dell’opposizione per definire una traiettoria.
C’è già un ritardo, per questo va colmato, bisogna cogliere la straordinaria indicazione che avanza in questo voto. prendiamo per esempio un impegno solenne, che sia la prima traccia di questo programma: cioè che quando governeremo avendo vinto nelle urne, ci impegniamo a non farci venire grilli per la testa come quelli che talvolta in modo trasversale hanno spinto a ipotesi di svolgimento della Costituzione. Ma ci impegniamo invece pubblicamente ad attuarla, applicarla e rilanciarla.
Avremmo dovuto iniziare già ieri, ma mi accontenterei di cominciare domani, vediamoci il prima possibile per dire intanto che questa coalizione c’è e che questo non è più in discussione. ogni forza politica farà i suoi percorsi e ascolterà i suoi lettori e ci mancherebbe non voglio in nessun modo limitare l’autonomia di nessuno ma c’è un lavoro che va fatto insieme e che va fatto subito.
Non esistono alleati renitenti
capisco che la bambola della candidatura è partita ma siamo determinati a non subirla a guardare alla sostanza. Non è furbizia tattica, ma la risposta necessaria alla domanda che ci viene dal risultato delle urne.
Non do giudizi sulle scelte degli alleati, perché ciascuno parla di quello che ritiene utile in quel momento. io penso che non sia questa la priorità però.
Se dovesse cadere il governo a breve la legge non prescrive che ci sia un candidato a premier, non siamo ancora nel premierato. Come fronte progressista c’è per cominciare un programma fondamentale quello indicato dalla Costituzione. e sul resto una formula condivisa la troveremo».














