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La BCE alza il costo del denaro nel mezzo di una crisi

LA BCE, VERO TIMONIERE DELL’ EUROZONA, ALZA I TASSI DI INTERESSE, CIOÈ IL COSTO DEL DENARO;
E LO FA PROPRIO NEL MEZZO DI UNA CRISI ECONOMICA DERIVANTE DAI COSTI ASTRONOMICI DELL’ ENERGIA, A CAUSA DELLE GUERRE IN CORSO, SCATENATE E ALIMENTATE DALL’ OCCIDENTE, EUROPA COMPRESA…
CHE DIRE?
EVVIVA L’EUROPA!

Proponiamo tre commenti sul tema
👇

La BCE aumenta il costo del denaro.
Da non credere.
In una fase nella quale l’inflazione è tutta creata da fattori esterni (leggi Stretto di Hormuz), l’Europa decide di aumentare le difficoltà di aziende e famiglie.
Le conseguenze: taglio dei consumi e degli investimenti.

( Giuliano Granocchia )


Lagarde as usual.
L’elegante madame della Bce, insieme al suo ferreo board, ha deciso che i tassi di interesse devono salire dello 0,25, portandoli a 2,25.

Il rischio è costituito dall’inflazione, come al solito.

Forse, sempre come al solito, sarebbe necessario che Lagarde tenesse conto della causa dell’inflazione, costituita dal rialzo dei prezzi dell’energia importata nei vari Paesi europei.

Quindi il rialzo dei tassi, in tal caso, può fare davvero poco.
Anzi, può fare molto male perché produrrà un maggior costo del denaro per le imprese e per le famiglie e renderà più costoso il collocamento del debito pubblico, generando quindi ancora più costi per la comunità.

In cambio gioverà alle banche – che del resto ne hanno bisogno – aumentando il differenziale fra quanto chiedono ai loro “clienti” e quanto pagano, e fornendo benefici sui depositi inattivi presso la stessa Bce.

Naturalmente, poi, un costo del denaro più alto frenerà l’inflazione attraverso la contrazione dei consumi della popolazione con i redditi medio bassi che, per difendere il proprio scarso potere d’acquisto, ridurranno i loro già scarsi consumi.

Viva l’Europa!

( Alessandro Volpi )


La BCE ha alzato i tassi: altra scelta sbagliata.
La decisione era attesa, quindi forse non provocherà eccessivi danni, perchè, come si suole dire, i mercati avevano già metabolizzato tale mossa.
Forse.
Ma quello che è certo è che di fronte a una crescita che più asfittica è difficile immaginare, soprattutto con la possibilità di un un nuovo aumento del costo del denaro entro la fine dell’anno, la linea della Banca centrale ancorata al tasso di inflazione dimostra ancora una volta di essere una spada di Damocle che di volta in volta si abbatte su ogni possibilità di uscire da una crisi che ormai data da anni e si approfondisce sempre più, con conseguenze sociali (disoccupazione/precarietà) e politiche (crescita ulteriore delle destre in conseguenza della assenza di risposta alla crisi) non solo prevedibili, ma già perfettamente visibili.

( Alfonso Gianni )


Fonti: profili Facebook di Giuliano Granocchia, Alessandro Volpi,
Alfonso Gianni

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