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Turismo, sindacalisti Filcams Cgil vanno dai lavoratori per far conoscere i loro diritti

Ha preso il via da Assisi il tour umbro della campagna nazionale ‘Non c’è turismo senza di noi’ – La segretaria Lecce: “Se le imprese non trovano personale offrano condizioni di lavoro e di vita dignitose”

(AVInews) – Assisi, 15 set. – Hanno incontrato decine di baristi, camerieri e receptionist che lavorano nel centro storico di Assisi e che ogni giorno accolgono e servono migliaia di turisti, contribuendo in maniera determinante alla crescita e allo sviluppo del settore in Umbria. Con ciascuno di essi, entrando nei loro posti di lavoro, le sindacaliste della Filcams Cgil si sono confrontate, ascoltando problemi e bisogni e fornendo consigli e materiale informativo sui loro diritti e su come comportarsi in caso di violazioni. Ha preso così il via, lunedì 14 settembre, il tour umbro della campagna nazionale “Non c’è turismo senza di noi – Turismo Working Class”, promossa dalla Filcams Cgil, che mira a far conoscere i propri diritti e dare consapevolezza a chi lavora nel turismo, settore che presenta molte criticità tra cui diffusa precarietà, bassi salari, stagionalità, orari difficili da conciliare con la vita privata e professionalità non adeguatamente riconosciute.

Il tour è proseguito poi nel pomeriggio a Perugia e andrà avanti martedì 15 settembre a Spello e Spoleto, mercoledì 16 a Gubbio e Montone, giovedì 17 al lago Trasimeno e venerdì 18 settembre a Todi, dove si concluderà nell’ambito della festa regionale promossa dalla Fiom Cgil. I sindacalisti dell’organizzazione sindacale saranno ben riconoscibili, spostandosi a bordo di un pullmino rosso griffato con lo slogan “Non c’è turismo senza di noi” e indossando t-shirt con la stessa frase. “Abbiamo avuto molti contatti con i lavoratori, molti dei quali giovani – racconta la segretaria della Filcams Cgil Perugia, Alessandra Lecce –. L’esito è stato a volte positivo a volte meno: ci può essere scetticismo o timore di parlare con noi, ma l’interesse per l’argomento dei diritti è sicuramente elevato, soprattutto tra i ragazzi. Riscontriamo comunque un disagio da parte di molti e l’esigenza di salari più dignitosi, maggiore stabilità, rispetto dei contratti collettivi, riconoscimento delle professionalità e un’organizzazione del lavoro più sostenibile”. “Si parla molto della difficoltà delle imprese a trovare personale – osserva infine Lecce –, ma per rendere attrattivo il settore bisogna prima di tutto rendere attrattivo il lavoro: offrire condizioni che permettano alle persone di vivere dignitosamente e costruire il proprio futuro. Non c’è turismo di qualità senza lavoro di qualità”.

Nicola Torrini