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Jo Squillo, icona di moda e diritti, sarà la testimonial di Umbria Fashion 2026

Dagli esordi punk alla fondazione di Class Tv Moda fino a Wall of Dolls: la poliedrica artista all’evento ideato da Laura Cartocci, in programma il 17 e 18 ottobre a Perugia

(AVInews) – Perugia, 15 sett. – Milanese classe 1962, cantante e dj, giornalista di moda e conduttrice televisiva oltre che attivista, figura poliedrica nel panorama dello spettacolo italiano. È ‘l’identikit’ di Jo Squillo, pseudonimo di Giovanna Maria Coletti, che sarà la testimonial di Umbria Fashion 2026, l’evento che si terrà a Perugia il 17 e 18 ottobre, ideato e organizzato da Laura Cartocci, ex modella, indossatrice e presidente di Un’idea per la vita onlus. Un tassello dietro l’altro, sono stati fissati tutti gli appuntamenti del fitto programma della quarta edizione che metterà ancora una volta al centro della scena e in dialogo le eccellenze locali della moda con le scuole superiori e professionali ad indirizzo moda, accademie e università, tra talk, contest, fashion show e premiazioni, ospitando inoltre personaggi internazionali che racconteranno le loro storie di successo.

“A tal proposito sarà stimolante incontrare Jo Squillo – ha dichiarato Laura Cartocci –, ascoltare la sua storia professionale e di donna, conoscere il suo impegno artistico e sociale. Siamo sicuri che sarà d’ispirazione per i giovani talenti presenti, che vogliono entrare nel cosiddetto fashion system, ma in generale per tutti coloro che verranno a trovarci nelle due giornate, a ingresso gratuito, alla Sala dei Notari. Per tutto ciò che incarna, abbiamo pensato che Jo Squillo fosse la perfetta testimonial di Umbria Fashion 2026; inoltre sarà nominata ‘Madrina del cuore’ di Un’idea per la vita onlus, per il suo forte impegno a sostegno delle donne”.

Jo Squillo, infatti, ha una lunga carriera come artista ma è difficile da etichettare: ha iniziato nel 1979 come cantante punk rock nel gruppo tutto al femminile ‘Kandeggina Gang’ e nel 1980 si è anche affacciata alla politica come capolista del Partito Rock, in occasione delle elezioni comunali di Milano. Successivamente, ha intrapreso la carriera da solista, esplorando generi come la new wave e la dance pop. Tra i suoi brani più noti c’è ‘Siamo donne’, presentato al Festival di Sanremo del 1991 in duetto con Sabrina Salerno, con cui ottiene un grande successo e viene consacrata icona della dance pop italiana; è stata una figura centrale della ‘look generation’ milanese degli anni Ottanta, in cui si intrecciavano musica, moda, fotografia, corpo e performance. Nel suo percorso è entrata in contatto diretto con importanti protagonisti della moda italiana, da Gianni Versace a Oliviero Toscani e Franca Sozzani, affermandosi come espressione della cultura creativa e underground dell’epoca. In ambito musicale, ha pubblicato 11 album, 34 singoli, 3 raccolte, 4 cover e sono 32 i videoclip trasmessi; ha anche prodotto documentari come ‘Donne in prigione si raccontano’ (76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2019) e ‘Matrimoni forzati’ (fuori concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2021). La sua notorietà oltrepassa pure i confini nazionali: nel ’95, dopo un viaggio a New York dove incontra alcuni DJ, ha una nuova svolta artistica che la separa dal rock e la porta verso il ‘jungle’, genere che influenzerà la sua nuova attività e i suoi concerti in giro per il mondo, tra Svizzera, Germania, Belgio, Russia, Canada, Brasile, Venezuela e Stati Uniti.  Negli anni ‘90 Jo Squillo avvia parallelamente una carriera anche nel mondo della televisione e nel decennio successivo fonda un canale satellitare chiamato Class tv moda, dedicato appunto al mondo della moda. Ha seguito per decenni le principali fashion week internazionali, sviluppando in particolare un lungo rapporto con Giorgio Armani e una forte vicinanza a Franco Moschino. Ancora oggi continua a occuparsi di moda e a partecipare agli eventi del settore.

Partecipa a reality show come Grande Fratello VIP (2021), Pechino Express (2026) e numerosi programmi televisivi italiani. Fin dagli inizi della sua carriera ha condotto diverse battaglie sui diritti, ambientaliste e femministe. Tra le più note ‘Wall of Dolls – il Muro delle Bambole contro il Femminicidio’ (2014), un’installazione permanente inaugurata nel 2014 a Milano, che riprende un’antica tradizione indiana per cui ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene affissa sulla porta della sua casa. In moltissimi tra stilisti, associazioni, artisti, giornalisti, avvocati e medici hanno contribuito alla sua realizzazione così che Wall of Dolls negli anni si è ampliato, diventando un simbolo permanente di Milano oltre che un’associazione ‘modello’ di sensibilizzazione sul tema della discriminazione e della violenza sulle donne.

Rossana Furfaro