Tra nomine contestate, dimissioni “non scontate” e situazioni poco chiare e polemiche sventate, il Campo Largo si prepara alle pesanti scadenze autunnali, in un clima di poca coesione interna
Di Ciuenlai
– La riedizione de la “ lunga estate calda” è in lavorazione nel palcoscenico della politica Umbra. Protagonista l’attuale maggioranza che governa questa regione. Una maggioranza che ha poca empatia per il termine unità e che cammina dietro alla volontà e talvolta ai “capricci politici” dei suoi esponenti di punta. Dopo le tasse e la stazionaria e grave situazione del sistema sanitario (Non c’è un reparto o una struttura dove non venga pronunciata all’unisono la stessa frase “è come prima o addirittura è peggio di prima”), è toccato alle nomine, croce e delizia di ogni persona che ha responsabilità amministrative e di Governo. Tutto è iniziato, quache settimana fa, con l’affare Monni, che ha scatenato un putiferio, perchè considerato una specie di “tradimento”. “Quelli che si erano presentati come i “campioni” del rifiuto delle spartizioni sulle nomine – mi dice in maniera accorata un “mangiaberlusconi doc” , alla Gesenu, mi vanno a nominare Presidente un ex Consigliere comunale e regionale di Forza Italia, “come compenso per aver portato alla Coalizione Pd il solito 0 virgola”. Un episodio che però non è restato circoscritto. Infatti quando la tremenda calura sembrava aver calmato le acque e fatto dimenticare la vicenda dei rifiuti arrivano improvvise le dimissioni dell’Amministratore Unico di sviluppumbria Luca Ferrucci. Motivi personali e lavorativi. Ah beh, osserverete, la politica non c’entra nulla. Tiene famiglia direbbero a Napoli. Ma purtroppo per la Giunta Proietti non è così. Perchè la vicenda è così strana, ma così strana, che si presta inevitabilmente ad interpretazioni maligne, non solo da parte dell’opposizione , ma anche dei suoi e non pochi detrattori interni. Perchè quei motivi che hanno portato alle dimissioni erano noti anche al momento della nomina. E quindi o si aveva una soluzione al problema o, visto anche che alcuni pareri giurìidici avevano già detto no ad un mutamento di status dell’Amministratore Unico ,sarebbe stato ragionevole soprassedere per non trovarsi, dopo qualche mese, nella condizione di oggi.E allora a qualcuno, dentro la coalizione, è venuto il sospetto che si sia di fronte non ad una leggerezza o a una semplice incuria, ma ad un disegno politico. E il fatto che, il giotno dopo, sia subito spuntato il nome delpossibile sostituto di Ferrucci ha rafforzato questi dubbi. Sia come sia , tutti questi episodi hanno indebolito la maggioranza, che è nell’occhio del ciclone. E siccome, quando si parla di nomine, c’è , un risveglio degli appetiti e tutto si ingrossa; le maldicenze , la costruzione di situazioni sfavorevoli ai propri avversari e quanto fa concorrenza non sempre leale.
E allora, dopo la Gesenu ci sarebbero stati segni “evidenti” di spartizione anche nel rinnovo del CDA di Umbria Acque , addirittura con nomi che non compaiono nemmeno nell’organigramma della società, perchè, sembra, stoppati prima. Ma non basta.Le stesse fonti segnalano che ci sarebbero, dentro il Pd, fronde che starebbero prendendo di mira un personaggio ancora poco considerato nel capoluogo, nonostante l’altisonanza del suo incarico. Parliamo del segretario regionale del Partito Democratico Damiano Bernardini. La fronda però non starebbe a Perugia, ma nel paese dove lui è sindaco, a Baschi. Circolano voci che, in attesa dell’approvazione della proposta di legge su modifiche alla legge regionale 14/2010 (“Disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali”) si starebbero raccogliendo firme per “unificarsi” con Montecchio”. Scopo? “nuovo comune, nuovo sindaco e Bernardini a casa”. Ora la cosa è surreale, ma solo perchè una storiella di questo genere, vera , falsa o inventata di sana pianta, che sia dimostra quale sia il clima in quelle stanze. E la cosa non aiuta la coalizione in vista delle disfide di autunno. Parliamo delle elezioni amministrative a Spoleto e Città di castello e all’apertura della campagna per la leadership nel campo largo che non sarà riservata solo alla Schlein e a Conte. Il commento potrebbe essere che il centrosinistra dovrebbe avere , per dirla con una frase popolare, “Salis in zucca”. L’unico dubbio è se darà lo o la Salis.















