Nel dopo Pnrr per il sindacato “servono scelte lungimiranti per scongiurare crisi e precarietà”. La segretaria Masciarri: condividiamo la mozione in Consiglio regionale sul futuro del comparto
(AVInews) – Perugia, 15 set. – “Chiediamo una politica industriale regionale delle costruzioni capace di trasformare una stagione straordinaria di investimenti in una politica strutturale per il territorio. Il dopo Pnrr deve significare programmazione, innovazione, occupazione qualificata, legalità e sicurezza, scongiurando, attraverso scelte lungimiranti, crisi e precarietà”. Questa la richiesta di Fillea Cgil Umbria espressa dalla segretaria generale Elisabetta Masciarri, anche a seguito della mozione presentata in questi giorni in Consiglio regionale sul futuro delle costruzioni. “Se gli ultimi anni hanno raccontato una stagione di crescita sostenuta da incentivi edilizi, Pnrr e ricostruzione post-sisma – ha proseguito Masciarri –, il futuro appare più incerto. La spinta straordinaria degli investimenti è destinata a ridursi e il rischio è quello di un brusco cambio di ciclo. I dati del primo semestre 2026 dell’Osservatorio statistico Cnce mostrano infatti un settore che tiene sul fronte occupazionale, ma registra una riduzione dell’attività. Rispetto allo stesso periodo del 2025, in Umbria le imprese edili passano da 2.647 a 2.510, con un calo del 5,18%. I lavoratori restano sostanzialmente stabili, circa 14.700, mentre le ore lavorate diminuiscono dell’1,02%”. Il rallentamento appare più marcato in Umbria rispetto alla media nazionale. “È questo il momento di intervenire – ha sottolineato la segretaria Masciarri –. Dietro ogni cantiere che rallenta o si ferma ci sono lavoratrici e lavoratori, professionalità costruite negli anni. Una brusca riduzione della domanda avrebbe conseguenze che coinvolgerebbero un’intera filiera che gravita attorno alle costruzioni. Il Pnrr ha avuto in Umbria un peso rilevante. Il progressivo venir meno di questa spinta pone anche la questione decisiva della qualità del lavoro, perché è proprio nella fase più difficile che si misura la capacità di garantire diritti e legalità. Servono più controlli, non meno congruità della manodopera, qualificazione delle imprese, piena attuazione del badge di cantiere, vigilanza sui subappalti e corretta applicazione dei contratti collettivi. Il lavoro va difeso e va difeso come lavoro regolare, qualificato e sicuro”.
“Governare il rallentamento – ha evidenziato Masciarri – significa anche saper individuare per tempo le condizioni per una nuova fase di investimenti. Da questo punto di vista, l’Umbria dispone già di alcuni strumenti sui quali costruire la transizione. A marzo di quest’anno è stato approvato un nuovo Piano per la ricostruzione di opere pubbliche in Umbria da oltre 50,5 milioni di euro, mentre il Rapporto 2026 sulla ricostruzione registra ancora 1.110 cantieri privati in corso e 541 interventi pubblici censiti, per oltre 802 milioni di euro programmati. A queste risorse si affiancano la programmazione europea e gli investimenti regionali. La manovra anticiclica della Regione prevede oltre 35 milioni di euro di investimenti pubblici nel triennio 2026-2028, fino a circa 80 milioni nel quinquennio 2026-2030. Altri 20 milioni di euro del Fesr sono destinati al recupero di circa 700 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sono segnali importanti e guardiamo con interesse alla mozione presentata in Consiglio regionale sul futuro delle costruzioni. Condividiamo la necessità di agire prima che il rallentamento produca effetti su imprese e occupazione e, in particolare, la proposta di rafforzare il Tavolo regionale delle costruzioni come sede stabile di confronto tra istituzioni, parti sociali, imprese e professionisti”.
Per la Fillea Cgil questo confronto deve però tradursi in una “programmazione concreta e pluriennale, capace di dare continuità agli investimenti e di accompagnare il settore oltre la fase straordinaria del Pnrr. Le priorità sono chiare: rigenerazione urbana e recupero dei centri storici, politiche per la casa e l’edilizia residenziale pubblica, sicurezza sismica, contrasto al dissesto idrogeologico, infrastrutture viarie e ferroviarie, riqualificazione energetica del patrimonio pubblico e privato e completamento della ricostruzione”.













