“La quinta manovra del Governo Meloni conferma quanto poco stia a cuore alla destra la sanità pubblica e la volontà di proseguire la privatizzazione strisciante del sistema sanitario. L’analisi della Fondazione Gimbe è impietosa: il Fondo sanitario cresce in valore assoluto, ma il rapporto con il Pil scende dal 6,14% del 2026 al 5,87% del 2029, il livello più basso di sempre. Altro che finanziamenti record: nel triennio 2027-2029 il divario tra spesa prevista e risorse stanziate arriva a 25,8 miliardi. A pagarne il conto saranno le Regioni, costrette ad aumentare le tasse o a tagliare i servizi, e quindi i cittadini.
Nel 2025 gli italiani hanno speso di tasca propria oltre 42 miliardi e quasi sei milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami. Davanti a questa emergenza il Governo ha deciso di ignorare le richieste del ministro Schillaci e delle Regioni, non investendo su personale, prevenzione e servizi territoriali, e rispondendo con misure a scadenza, tra le quali spicca il voucher da 300 euro, 1,6 miliardi in tutto, valido solo nel 2027, ultimo anno della legislatura. Una mancia elettorale che non rafforza l’offerta pubblica e rischia di alimentare il mercato privato.
Il Servizio sanitario nazionale non si difende con i bonus, ma con fondi strutturali, assunzioni e cure accessibili a tutti. Ci batteremo in Parlamento per cambiare questa pessima legge di bilancio e difendere il diritto alla salute degli italiani”.
Così, in una nota, Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze e senatore del Pd.














