Lavoratori in protesta giovedì 5 novembre. Presidio alle 18.30 in piazza Morlacchi a Perugia
(AVInews) – Perugia, 3 nov. – Arriva anche in Umbria la mobilitazione dei dipendenti dei teatri, con scioperi indetti a livello regionale da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil a partire dalla fine di ottobre. La decisione è giunta nel mese scorso a seguito della rottura del tavolo di confronto con Federvivo sul contratto nazionale, dopo due anni di trattative infruttuose. A supporto della vertenza, è stato anche proclamato il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario fino alla conclusione della stessa. In Umbria, i lavoratori umbri dello spettacolo dal vivo hanno deciso di mobilitarsi giovedì 5 novembre, con uno sciopero regionale e un presidio a Perugia, in piazza Morlacchi, alle 18.30. Il percorso di mobilitazione, che si sta dipanando su tutto il territorio nazionale, culminerà lunedì 9 novembre in una grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma contestualmente a una conferenza stampa.
“La rottura della trattativa – spiegano le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil dell’Umbria – rappresenta l’esito inevitabile di un confronto durato due anni, durante i quali la parte datoriale ha respinto sistematicamente tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare e dare dignità al settore, a partire da temi centrali quali l’unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive. A fronte di un contratto nazionale la cui ultima revisione risale al 2018 la controparte ha risposto con proposte economiche del tutto insufficienti, che non riescono nemmeno a scalfire un tasso di inflazione che, per il periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23%”.
“I numeri della proposta presentata da Federvivo – entrano nel dettaglio i sindacati – evidenziano chiaramente la gravità della situazione. Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile si attesta attualmente su 1.433,43 euro, la proposta di aumento è pari al 18% distribuito nell’arco di tre anni. Ciò significa che solo nel 2029 lo stipendio medio di questi lavoratori raggiungerebbe 1.691,44 euro, determinando un incremento di 258,01 euro complessivi: di fatto, in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, l’aumento reale equivale a circa 28 euro lordi all’anno. Ancora più eclatante è la proposta avanzata per il personale scritturato, categoria che comprende tra le altre le professioni di attore, ballerino, macchinista, professore d’orchestra e capo macchinista. Per questi lavoratori il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di soli 58,69 euro lordi. L’aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera nel 2029 a 70,42 euro: un adeguamento di appena 11,73 euro lordi al giorno che, spalmato sui nove anni trascorsi dal precedente rinnovo e senza alcun riconoscimento degli arretrati, corrisponde a un misero incremento di circa 1,30 euro lordi all’anno”.
“Di fronte a queste cifre e all’inadeguatezza delle risposte datoriali – concludono le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil –, anche i lavoratori umbri dello spettacolo dal vivo saranno in piazza per rivendicare giuste condizioni ed eque retribuzioni in un settore in cui troppo spesso il lavoro e la professionalità di artisti e maestranze vengono dati per scontati”.
















