Le famiglie umbre tornano a risparmiare più rispetto agli anni precedenti alla pandemia, ma la regione continua a occupare l’ultima posizione nel Centro Italia per capacità di accumulo economico. Secondo l’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, nel 2024 i risparmi delle famiglie hanno raggiunto 1,208 miliardi di euro, pari a 1.418 euro pro capite.
Il dato segna una ripresa rispetto al passato, ma resta lontano dalla media nazionale di 1.918 euro per abitante e da quella del Centro Italia, pari a 1.752 euro. Anche la propensione al risparmio, ferma al 6,3%, rimane inferiore alla media italiana dell’8,28%.
A pesare sono soprattutto redditi più bassi, crescita economica contenuta e aumento delle spese incomprimibili, che riducono il margine disponibile per accantonare risorse. Nonostante il miglioramento registrato negli ultimi anni, il divario con le regioni più dinamiche del Paese resta significativo.
Secondo gli analisti, il rafforzamento della capacità di risparmio passa attraverso maggiore produttività, occupazione qualificata, innovazione e crescita dei redditi familiari, elementi considerati decisivi per sostenere lo sviluppo economico regionale.
Fonti: Unioncamere – Centro Studi Guglielmo Tagliacarne; Camera di Commercio dell’Umbria; ANSA, 30 maggio 2026.
I dati riportati (1,208 miliardi di euro di risparmio familiare, 1.418 euro pro capite e propensione al risparmio del 6,3%) derivano dall’analisi Unioncamere–Tagliacarne e sono stati ripresi anche da ANSA. (ANSA.it)














