“Risorse contrattuali dei lavoratori bloccate da anni: inaccettabile creare ostacoli mentre nelle altre aziende sanitarie della regione gli accordi sono già pienamente operativi”
(AVInews) – Perugia, 3 set. – “Respingiamo con forza qualsiasi tentativo di rimettere in discussione intese già raggiunte e sottoscritte da tutte le sigle sindacali e dalla Rsu”. Le organizzazioni sindacali del comparto sanitario Fp Cgil e Uil Fp – la prima rappresentata dalla segretaria generale dell’Umbria, Desirèe Marchetti, e dalla segretaria generale della provincia di Perugia, Donatella Renga; la seconda dal segretario generale umbro Jacky Mariucci e dal segretario regionale Paolo Leonardi – si sono rivolte, con una lettera, alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in merito al tema della gestione e dell’utilizzo dei fondi contrattuali destinati al personale e della trasposizione degli incarichi di funzione all’interno della Usl Umbria 1. “Sostenere ulteriori dilazioni o sollevare ostacoli pretestuosi su risorse che appartengono di diritto al personale – spiegano i sindacati – è un atto privo di motivazione logica e sindacale. Si tratta dell’attribuzione di risorse a quei lavoratori che fino a oggi hanno garantito con abnegazione la continuità e la tenuta del Servizio sanitario pubblico. È inconcepibile che tra professionisti all’interno della stessa azienda ci sia una iniquità retributiva e che non vengano riconosciuti i corrispettivi per il lavoro svolto rispetto all’incarico ricoperto. Si tratta di infatti di fondi vincolati dei lavoratori, di somme contrattuali destinate unicamente al personale, la cui ripartizione è stata già concordata e firmata dalla Rsu e da tutte le sigle sindacali presenti al tavolo. Per quanto riguarda l’iniquità e la sperequazione territoriale: nelle aziende ospedaliere dell’Umbria lo stesso identico percorso ha trovato immediata applicazione senza ostacoli, garantendo il giusto incremento economico già da circa tre anni. In merito alla parità di trattamento, risulta inspiegabile la disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono le medesime funzioni all’interno dello stesso servizio sanitario regionale e addirittura all’interno della stessa azienda”.
“In sintesi – concludono i sindacati – non si comprende in alcun modo la modalità di alcune sigle sindacali di colpire alcuni professionisti che operano in un’azienda sanitaria territoriale vasta e complessa come l’azienda Usl Umbria 1, in un momento strategico in cui si discute il nuovo piano socio sanitario regionale e si chiede alle strutture di garantire il massimo dei servizi di prossimità ai cittadini. Non si può continuare a mortificare i professionisti della salute non riconoscendo ad essi quanto dovuto. Continueremo con il massimo impegno ad adoperarci in tutte le sedi affinché si proceda immediatamente all’erogazione delle risorse spettanti, al superamento di ogni sperequazione e iniquità retributive oltre che al totale rispetto degli accordi sottoscritti. Come pure monitoreremo con la massima attenzione e senza arretramenti le condizioni di lavoro dei professionisti della sanità pubblica, a partire dall’utilizzo del lavoro straordinario, la gestione della pronta disponibilità, i carichi di lavoro, la corretta programmazione dei turni e dei riposi nonché tutte le condizioni che possono incidere sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Non può esserci una sanità pubblica forte e di qualità se chi ogni giorno la garantisce è costretto a lavorare in condizioni di disagio, sovraccarico e insicurezza”.














