Venerdì 4 settembre sarà presentata a Palazzo Spada la nuova organizzazione ternana di Futuro Nazionale.
Non è un semplice cambio di simbolo.
Dentro il Consiglio comunale entra il progetto politico di Roberto Vannacci: “patriarcato mediterraneo”, abolizione della fattispecie autonoma del delitto di femminicidio, abrogazione delle unioni civili, stretta sull’interruzione volontaria di gravidanza ed educazione alla difesa nelle scuole.
Orlando Masselli ha dichiarato che le idee di Vannacci sono «per la maggior parte» le idee che condivide.
Bene. Quali?
Condivide l’abrogazione delle unioni civili?
Condivide le misure che costringerebbero l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza?
Condivide l’abolizione della fattispecie autonoma del delitto di femminicidio?
Che cosa significa per lui tutelare il “patriarcato mediterraneo”?
E soprattutto: Queste idee entreranno nell’attività del nuovo gruppo consiliare?
Ma non deve rispondere soltanto Masselli.
Nel 2023 lui fu il candidato sindaco di tutto il centrodestra ternano: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e liste civiche, liberali e riformiste.
Fu presentato alla città come il punto di sintesi tra tutte queste componenti, comprese quelle che si definivano moderate.
Forza Italia contribuì direttamente a costruire quella candidatura.
Raffaele Nevi, oggi portavoce nazionale del partito, si disse «stra-convinto» e orgoglioso dell’unità raggiunta intorno a Masselli.
E oggi?
Forza Italia si riconosce ancora nella scelta del candidato che sostenne per governare Terni?
Raffaele Nevi considera il “patriarcato mediterraneo”, la stretta sull’aborto e l’abrogazione delle unioni civili compatibili con una forza che si definisce liberale, europeista e moderata?
E che cosa pensano la Lega, Fratelli d’Italia e gli esponenti civici eletti dentro quella coalizione?
Noi abbiamo scelto di parlare e di farlo con chiarezza.
Continueremo a contrastare l’amministrazione Bandecchi, ma stare entrambi all’opposizione non significa avere la stessa idea di società.
Parlano di famiglia, mentre troppe famiglie non arrivano alla fine del mese.
Scelgono di concentrare il dibattito sull’aborto e il “patriarcato mediterraneo”
Noi scegliamo un’altra strada: difendere le libertà conquistate e affrontare salari insufficienti, precarietà, sanità, servizi pubblici e disuguaglianze.
Il 4 settembre non basterà presentare nomi, simboli e incarichi.
Masselli dica quali idee di Vannacci condivide.
Il centrodestra che lo sostenne dica se intende seguirlo o prenderne le distanze.
Terni ha diritto di sapere quale progetto politico sta entrando a Palazzo Spada.
Rifondazione Comunista non resterà in silenzio.
Fabio Laurucci
Segretario provinciale PRC Terni















