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Rifondazione comunista dell’Umbria: “Commissariamento del piano scolastico regionale atto politico gravissimo”


Il commissariamento del piano scolastico dell’Umbria da parte del governo Meloni è un atto politico gravissimo, che va ben oltre gli aspetti tecnici e amministrativi. È un intervento autoritario che colpisce l’autonomia regionale e accelera un progetto nazionale ormai evidente: lo smantellamento progressivo della scuola pubblica a favore di quella privata.

I numeri parlano chiaro: mentre gli istituti pubblici vengono accorpati e tagliati, nella legge di bilancio 2026 i finanziamenti alla scuola privata passano da 600 a quasi 900 milioni di euro. Contestualmente, chi si iscrive alla scuola privata e ha un Isee fino a 30.000 euro potrà usufruire di un bonus di 1.500 euro. Un privilegio mascherato da misura sociale.

Questo non è efficientamento né razionalizzazione, ma una precisa scelta politica: indebolire la scuola pubblica, ridurre l’accesso universale all’istruzione, aumentare le disuguaglianze. In Umbria inoltre la scuola non è un semplice servizio: è un presidio fondamentale di vita comunitaria, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. Imporre dall’alto chiusure, accorpamenti e riduzioni significa ignorare completamente le specificità dei territori, trattando l’istruzione come una voce di bilancio da tagliare anziché come un diritto costituzionale da garantire.
Il ricorso al commissariamento è quindi la prova dell’assenza di qualsiasi volontà di confronto: il governo sceglie ancora una volta l’imposizione invece del dialogo, confermando una gestione centralista, autoritaria e distante dai bisogni reali del Paese.
Questa scelta si inserisce in un disegno complessivo che negli ultimi anni ha indebolito la scuola pubblica, svuotato la sua autonomia e minato la sua funzione democratica e universale. Ridurre presidi scolastici, chiudere plessi, tagliare dirigenti e personale non migliora la qualità dell’offerta formativa, al contrario la impoverisce, soprattutto dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo baluardo contro lo spopolamento e l’isolamento.

Difendere il piano scolastico umbro significa difendere la scuola pubblica e laica come luogo di uguaglianza, coesione sociale e futuro, come presidio culturale dei territori. Significa opporsi a un governo che, nei fatti, agisce contro lo spirito della Costituzione e spinge verso una deriva che consideriamo eversiva rispetto ai principi democratici dell’istruzione per tutti.

È il momento di fermare questo governo autoritario al suo interno e servo dei poteri forti all’esterno.