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STOP REARM EUROPE inizia il suo percorso nei territori

La riunione romana del 17 aprile si è aperta con il punto della situazione sulla campagna Stop ReArm Europe, che ha attualmente raccolto 280 adesioni da 18 paesi, alle quali vanno aggiunte le 500 adesioni di realtà spagnole ad una campagna nazionale che ora ha deciso di confluire dentro Stop ReArm Europe.

La prima riunione europea della campagna si terrà online lunedì 5 maggio: servirà a fare il punto sulla diffusione della campagna nei vari paesi europei e a lanciare il primo appuntamento di mobilitazione comune, previsto per sabato 21 giugno in occasione del Vertice Nato in Olanda, vertice a cui l’Unione europea ha delegato la politica estera e di difesa. In occasione di quella data, si prevede l’organizzazione di manifestazioni nazionali in tutte le capitali europee.

Alla riunione romana erano presenti 58 persone provenienti da 35 realtà associative, sindacali e politiche. L’insieme degli interventi ha trovato una condivisione piena su alcuni assi fondamentali:

a) La guerra è divenuta una dimensione sistemica intorno alla quale si cerca di permeare l’economia, la società, la cultura, la democrazia dei prossimi anni

b) Per fermare la guerra occorre la costruzione, nei tempi e nei modi che ci vorranno, di un vero movimento di massa in grado di modificare i rapporti di forza dentro la società

c) Questo movimento di massa, per essere efficace, deve avere una dimensione europea

d) La costruzione di un movimento di massa ha bisogno della massima convergenza possibile intorno ad alcuni obiettivi chiari: il ripudio della guerra e la radicale opposizione ad ogni piano di riarmo europeo

e) La costruzione di un movimento di massa ha bisogno anche di una contro-narrazione che aiuti a far comprendere da una parte l’ideologia disciplinare e bellica che l’Ue e i governi nazionali stanno imponendo, dall’altra che dimostri a tutte le persone come la politica del riarmo sia contro i diritti e i bisogni di tutte e di tutti

f) Le manifestazioni di questi mesi dimostrano un’importante disponibilità del popolo della pace alla mobilitazione; infatti, chiunque le abbia convocate, hanno dimostrato una positiva eccedenza nella partecipazione dal basso (in particolare, la manifestazione nazionale promossa dal Movimento 5 Stelle lo scorso 5 aprile)

g) Occorre una fase di accumulo di energie e una fortissima diffusione territoriale della campagna: in questo senso il lancio di un mese – 7 aprile/7 maggio – di iniziative territoriali da parte della campagna Ferma il Riarmo va positivamente in quella direzione.

Una prima giornata di mobilitazione nazionale diffusa nelle città e nei territori è già fissata per sabato 10 maggio, data che coincide con la fine della seconda guerra mondiale (8 maggio) e con la festa dell’Europa (9 maggio).

In concomitanza con quella data, la riunione ha condiviso la proposta di una mobilitazione cittadina da tenersi sabato 10 maggio a Piazza Pia.