Il Circolo territoriale VAS di Terni e Narni è stato tra i primi a denunciare il tentativo di privatizzare i beni comuni che porta il nome di “Progetto Stadio-Clinica”.
Questo progetto prevede la demolizione dello stadio comunale Libero LiberatI, inaugurato nel 1969, e la costruzione di un nuovo stadio (con la solita struttura degli stadi moderni) che avrà al suo interno una mega area commerciale di quasi 6 mila quadrati.
Il tentativo è quello di togliere la proprietà dello stadio al Comune di Terni dando in gestione per moltissimi anni il nuovo stadio a delle società private, che sono già state individuate.
L’area commerciale all’interno dello stadio garantirà subito lauti profitti ai costruttori andando in questo modo a ripetere la stessa operazione realizzata con il Palazzetto dello Sport, il Palaterni, con gli stessi “attori” protagonisti.
Beni pubblici regalati di fatto ai privati per decine di anni secondo l’ormai collaudata prassi neoliberista avallata da molti Comuni che non hanno più nessuna volontà di tutelare il bene e l’interesse pubblico davanti allo strapotere dei privati.
Questa situazione andrà persino a peggiorare nei prossimi anni visto che è imminente l’approvazione del c.d. decreto stadi da parte del governo Meloni-Abodi che consentirà grandi colate di cemento in deroga ad ogni regola urbanistica.
Si sfrutta in questo modo la passione dei tifosi per portare a termine grandi speculazioni finanziarie e commerciali.
A Terni la situazione è persino più drammatica visto che il Sindaco Bandecchi è, allo stesso tempo sia soggetto direttamente interessato alla realizzazione del progetto stadio/clinica, sia colui che dovrà dare le autorizzazioni urbanistiche necessarie per dare il via ai lavori.
Un Sindaco che è il proprietario del terreno sopra il quale dovrebbe sorgere una clinica privata (che vorrebbe far convenzionare con il Servizio sanitario regionale) per ottenere una somma di denaro pubblico che varierebbe (secondo dei calcoli effettuati da esperti del diritto sanitario) dai 15
ai 20 milioni di euro annui…
Un mastodontico conflitto di interesse difficile da contrastare anche alla luce dell’abrogazione del reato di abuso di ufficio e del silenzio del Prefetto di Terni.
Ci stiamo muovendo (in varie forme) con altri soggetti per fermare questa enorme privatizzazione dei beni comuni (stadio comunale e sanità) e per allontanare dalla guida della città (e della Provincia di Terni) Stefano Bandecchi che rappresenta l’emblema di una politica ridotta ad appendice delle imprese e degli interessi dei privati”.













