di Roberto Musacchio – L’accordo sottoscritto dai Paesi NATO per un aumento delle spese militari fino al 5% entro il 2035 è una vera e propria sciagura destinata a distruggere quel che resta del modello sociale europeo. La UE già tutta impegnata in proprio a fare del riarmo l’asse della propria politica economica, sociale ed estera ha accettato in toto il diktat di Trump. Se si fanno un po’ di calcoli sull’impatto della decisione NATO sul 5% di spesa militare annua si vedono bene gli esiti catastrofici. Ora la UE sta al 2% circa di spesa militare annua, intorno ai 320 miliardi. Il 5% sono 750 miliardi annui (più 430 rispetto ad oggi). Il piano ReArm UE consente una flessibilità fiscale, per 4 anni, totale nei 4 anni di 650 miliardi (cioè si può sforare I limiti di indebitamento per questa cifra ma poi si deve rientrare) più 150 di prestiti. Quindi il vergognoso piano UE viene scavalcato in modi drastici dalla decisione NATO che per 10 anni costa più di 4 mila miliardi. Abbiamo così per l’Europa il più grande stravolgimento fiscale del dopoguerra. La fine del modello sociale europeo. E di ogni idea di sovranità democratica fiscale in quanto il 5% del Pil è gestito dalla NATO e il 95% dalla Commissione Europea. Tutto sarà in mano alle trattative tra governi Commissione e NATO. Vanno fermati.
Per l’Italia gli aumenti sono letteralmente insostenibili. Si passa da 33 miliardi annui ad oltre 100. Circa 700 miliardi in un decennio.













