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È finita la letteratura o è finito il Premio Strega?

di Giuliano Granocchia – Come ogni anno sono passato in libreria appena annunciati i 5 finalisti del Premio Strega 2025.
Questi libri si notano subito per la grande fascetta gialla e la scritta oramai famosa Finalista al Premio Strega. Così anche senza ricordare i nomi degli autori è facile individuarli appena lo sguardo si muove tra le proposte del momento.
Prendo in mano un romanzo alla volta, leggo la quarta di copertina e poi inizio dall’incipit. Leggo il primo e via via gli altri quattro. Colto da una strana sensazione avanzo nella lettura dicendomi che no, c’è qualcosa che non mi convince, proseguiamo la lettura. Niente da fare. Rileggo anche le fascette editoriali pensando che forse qualche burlone le abbia spostate dai veri finalisti del Premio a cinque romanzi presi a caso dai tanti esposti. Prendo il cellulare, cerco ‘finalisti del Premio Strega 2025’ ma nessuno scherzo, i nomi sono quelli. Nessun BurloneScambiatoreDiFascette si era aggirato per la libreria, ma sapevo già che non poteva essere questo, la mia è stata solo un ultima illusione in cui sperare.
Esco con un bel libro in mano e senza fascette di qualche premio letterario.
Il giorno dopo ripenso alla delusione provata, mi dico che forse ieri non avevo la stato d’animo giusto, a volte succede con libri che iniziamo per poi lasciarli e magari dopo qualche tempo li riprendiamo e ci coinvolgono.
Ritorno così in libreria, recupero i cinque romanzi e riprendo a leggerli anche da pagine diverse. Ma sono gli stessi incipit ad essere subito deludenti, figuriamoci il resto.
A questo punto mi dico di aspettare il nome del vincitore, così tanto per curiosità. Che peccato amo così tanto la letteratura.

Dopo qualche giorno annunciano il vincitore. Faccio un ultimo tentativo riprendendo im suo libro in mano, ma questa volta l’amico libraio mi fa una battuta, dai la terza Giuliano è quella buona. Leggo la prima pagina, arrivo alla seconda e mi fermo alla terza. Trovo il tutto retorico, quasi imbarazzante: un ragazzo oramai adulto che vede nella domanda di sua madre ‘tornerai a trovarci?’ l’elemento rivoluzionario della sua vita.
La letteratura, almeno quella dei prestigiosi premi non può essere questa.
Allora anch’io mi faccio una domanda: ma è morta la letteratura italiana oppure è morto il Premio Strega?