Home / Opinioni / Sul voto in Toscana

Sul voto in Toscana

L’astensionismo si conferma la grande piaga democratica del nostro tempo. Una ferita che non possiamo più permetterci di ignorare. Quando milioni di persone smettono di votare, smettono di vedere la politica come strumento di miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro. E questo pone un problema, perché se la politica smette di essere collante e specchio della società, la democrazia è a rischio. E’ proprio qui — nel suo rilancio, nella partecipazione consapevole — che si trova la salvezza di donne e uomini come noi che credono in un altro mondo possibile.

La credibilità e la radicalità del progetto restano il nostro punto fermo: solo chi conosce il territorio, ne vive i problemi e si sporca le mani ogni giorno può rappresentare davvero una linea di alternativa. Toscana Rossa nasce da qui, da chi non si arrende alla rassegnazione e costruisce alternative reali, concrete, popolari.

Una legge elettorale ingiusta e antidemocratica, come molte, troppe, leggi elettorali regionali, ha pesato su questa tornata: lo sbarramento al 3% per chi è in coalizione e al 5% per chi non lo è rappresenta una penalizzazione evidente. Al netto dei voti disgiunti — e dei molti inviti a praticarli — riteniamo ci sia stato anche un oggettivo misunderstanding nelle procedure di voto, che ha confuso anche compagne e compagni sinceramente intenzionati a sostenere Antonella Bundu Presidente e la lista a lei collegata.

Il campo largo ha dato sia prova di tenuta che di rigidità: la tenuta sta nel consenso, tutto a trazione Pd, che ha riscosso in una regione storicamente a sinistra. La rigidità sta nel fatto di dover stare insieme a tutti i costi nel nome di una costante nazionale che blinda gli accordi. Crediamo, e ci perdonino gli analisti più rigorosi, che se Avs e 5 Stelle avessero scelto di appoggiare Antonella Bundu invece di sostenere Giani, oggi avremmo probabilmente un rapporto di forze diverso all’interno del consiglio regionale, ma soprattutto un modello di alleanza per nuovi orizzonti. La Toscana era il momento giusto per osare.

Questa elezione dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, la bontà della nostra linea congressuale che punta a costruire alleanze coerenti, radicate e compatibili con il nostro impianto programmatico, insieme ai territori e non sopra di essi.

Ma alle elezioni ci si va per eleggere e per poter vincere, non solo per testimoniare. È per questo che prima di considerare chiusa questa partita riteniamo necessario valutare tutte le opzioni di riconteggio e di ricorso, per verificare se Toscana Rossa abbia diritto a un seggio in Consiglio regionale e a dare finalmente voce alle battaglie che le compagne e i compagni toscani portano avanti da anni con coerenza e coraggio.

Un ringraziamento sincero ad Antonella Bundu e a tutte e tutti in Toscana, per il lavoro straordinario, per la tenacia con cui hanno tenuto la barra dritta, senza arretrare di un passo e senza rinunciare a nessuna delle nostre battaglie.

Ci sentiamo pienamente rappresentati dalla vostra forza d’animo e dal vostro impegno quotidiano. ✊❤

Alessandro Pacini
Segretario Federazione di Perugia