Aumento sfiora il 6% ma inflazione nel triennio è al 16%, si perdono 10 punti
“Non abbiamo firmato il contratto 2022-24 delle funzioni locali perché la proposta è inaccettabile. Meno del 6% di aumento non basta perché l’inflazione in quel triennio era al 16%. Vuol dire che, quando sarà reale l’aumento, le lavoratrici e i lavoratori troveranno il 10% in meno in busta paga. Perderanno 10 punti”.
Lo dichiara la segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga, in relazione al contratto funzioni locali 2022-24.
“Abbiamo ottenuto qualcosa, certo: cento milioni di euro. Ma li hanno inseriti dal 2028! E intanto come si farà? Lavoratrici e lavoratori – osserva – non possono aspettare il 2028 per pagare le bollette della luce e del gas, il mutuo, l’affitto. Quelle risorse servono adesso in un comparto, quello degli enti locali, che da tempo attende la valorizzazione dovuta, che da tempo sta aspettando di trovare la soluzione del problema di un giusto salario. Noi siamo coerenti e questo contratto non lo possiamo firmare: chiediamo alla nostra controparte, al ministro, di mettere più risorse economiche nel Fondo, di anticiparlo e di renderlo possibile per tutti. Cento milioni di euro non sono ancora sufficienti, e sono solo per i Comuni. Noi li vogliamo per le lavoratrici e i lavoratori immediatamente, non tra due anni”.
“Se c’è una ragione per cui i giovani non partecipano ai concorsi o lasciano le amministrazioni dopo 1\2 anni dall’assunzione è perché è basso lo stipendio rispetto alle responsabilità che una lavoratrice o un lavoratore dei Comuni, delle Province, delle Regioni, delle Camere di commercio, Asp, sostiene tutti i giorni nella propria attività. E’ assolutamente necessario, inoltre, trovare una soluzione ai percorsi di valorizzazione e di carriera che oggi in questi enti non si possono realizzare perché mancano le risorse economiche”.
“Non sussistono le condizioni per la sottoscrizione dell’ipotesi di Ccnl istruzione e ricerca 2022-24”. Così la Flc Cgil in una nota rilasciata a margine dell’incontro di oggi (5 novembre) all’Aran.
Per il sindacato della conoscenza della Cgil, “gli incrementi stipendiali previsti e, per oltre il 60% già erogati in busta paga sotto forma di indennità di vacanza contrattuale, coprono
Tradotto in cifre si tratta di una vera e propria elemosina: 136 euro lordi, il 60% dei quali, appunto già erogati.
“Avvieremo immediatamente i passaggi statutari per le necessarie valutazioni e le iniziative da assumere e consulteremo le nostre Rsu e tutte le lavoratrici e i lavoratori sui contenuti del contratto”, continua il comunicato. Nel frattempo la Flc proseguirà nella “richiesta di stanziamento di risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2026 ancora in discussione, mettendo in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”.
Per il sindacato “è necessario fermare la deriva di una politica che sottrae risorse alla scuola, all’università, alla ricerca e all’alta formazione artistica e musicale e impoverisce chi vi lavora”. “Lotteremo in maniera ferma e costante per la salvaguardia dei salari e della dignità del lavoro prestato nell’ambito dei settori della conoscenza”, termina il comunicato.















