Domenica 8 febbraio alle ore 17.30 a Torgiano, presso la Sala Sant’Antonio, verrà presentato il libro “Approdo per noi naufraghi” di Elena Basile. Alla presentazione sarà presente anche l’autrice.
Promotore dell’iniziativa è l’associazione APS Umbrialeft. Oltre all’Ambasciatrice interverranno Claudio Grassi, coordinatore nazionale Associazione Disarma, la Professoressa Barbara Turchetta dell’Università di Bergamo e Ciriaco Giusto consigliere comunale del Comune di Torgiano. Il dibattito sarà presentato da Attilio Gambacorta di Umbrialeft
il libro parla di Gaza, di geopolitica, di egemonia, si fa la storia degli ultimi decenni per capire come siamo arrivati fin qui.
E la storia è ben chiara. Sta per finire il cosiddetto “secolo americano”. Con il crollo dell’URSS e la fine della guerra fredda non è finita la storia, come sosteneva il politologo Fukuyama. Da un possibile mondo monopolare ne è nato uno multipolare, potenze con interessi diversi per i quali le potenze stesse si combattono. Non direttamente, ma per procura, come succede in Ucraina.
L’allargamento della Nato ad est, piazza Maidan, il conflitto in Ucraina, e quello israelo-palestinese, le primavere arabe, hanno tutte la stessa causa: il controllo energetico del pianeta. In Ucraina si tratta di gas, in medio-oriente è il petrolio. Così come in Venezuela.
A partire dalla prima guerra del golfo (1991), è stata inaugurata dagli USA, paese il cui debito estero verso la Cina ha raggiunto livelli altissimi, un’epoca di conflitti, giustificata da una propaganda menzognera che sosteneva di “esportare la democrazia”. È ormai chiaro a tutti che non si tratta di questo, ma di ben altro.
La grande delusione viene dall’Europa, assoggettata servilmente ad uno strapotere statunitense che crea solo danni alle popolazioni del “Vecchio Continente”.
Ma anche qui vediamo come la teoria dei paesi creditori e debitori sia coerente con quanto sta accadendo. Il caso eclatante è quello della Germania, il paese con l’economia più forte della zona UE. L’avvicendamento fra la Merkel e Schol ha coinciso con la crisi di questo Paese, costretto ad importare gas dall’America. La distruzione del gasdotto, con il quale la Germania importava il gas dalla Russia ad un prezzo più basso di quello statunitense, è stata una delle cause che ha determinato il crollo della produzione industriale tedesca, crisi che si è ribaltata in tutta l’UE.
Nel libro si parla molto di Europa, di come è nata, degli accordi di Maastricht, delle dissennate politiche economiche restrittive, anche tramite esperienze personali come quelle in Svezia. Si parla di debito pubblico italiano, con un’interessante descrizione della sua composizione: il 58% del debito italiano è in mano alla Banca d’Italia ed alla Cassa Depositi e Prestiti. Una critica severa viene fatta alle politiche di austerità imposte dalla troika, che colpiscono la ricerca e gli investimenti, e che riducono il Pil facendo aumentare il debito.
Ma questa purtroppo è l’Europa di oggi.
La speranza è quella che si possa ripartire dalle Costituzioni nate all’indomani della II guerra mondiale e rilanciare gli ideali di democrazia e uguaglianza. Siamo lontani da questa speranza, ma più voci critiche si cominciano a sollevare verso questa politica mainstream. È la voce dei cittadini che auspicano cambiamenti radicali nell’architettura politica dell’UE, a partire da un parlamento con potere legislativo, alla creazione di partiti transnazionali votati dai cittadini europei
Anche in questa Europa la componente nazionalistica ha un ruolo dominante. Votiamo, infatti, per gli stessi parti nazionali, non per compagini europee, ma solo votando per soggetti politici europei potremo perseguire la speranza di Ventotene.
Attilio Gambacorta (UmbriaLeft aps)















