Le notizie che emergono dall’inchiesta sul carcere minorile di Casal del Marmo sono agghiaccianti.
Si parla di presunti pestaggi, minacce e umiliazioni da parte di agenti penitenziari ai danni di giovani detenuti.
La pelle di quei ragazzi racconta ecchimosi, lividi, ferite, escoriazioni.
E questi sono solo i danni visibili.
Poi ci sono quelli forse ancora più gravi, che non si vedono: quelli arrecati alla salute mentale di giovani, alcuni giovanissimi, che avrebbero tutta una vita davanti.
Di fronte a fatti come questi, dopo quelli accaduti anche nel carcere minorile di Milano, è chiaro perché il reato di tortura non debba essere toccato.
Proprio quel reato che il governo Meloni vorrebbe invece mettere in discussione.
I più timidi, come il ministro dei Trasporti Salvini, dicono di volerlo ‘rivedere’, ‘circoscrivere’, ‘precisare’. Poi ci sono gli estremisti di professione, come il sottosegretario Delmastro. Quelli che si schierano apertamente a favore, dicendo di provare ‘intima gioia’ quando ai detenuti manca il respiro.
Ma il reato di tortura non è un dettaglio, è un presidio di civiltà giuridica e uno dei baluardi della nostra democrazia, conquistato dopo una battaglia lunga e difficile.
Indebolirlo significherebbe dire che lo Stato è disposto a chiudere gli occhi davanti agli abusi.
Alleanza Verdi e Sinistra difenderà questa norma così com’è con le unghie e con i denti, perché lo Stato deve stare sempre dalla parte della legalità e della dignità umana.
Ilaria Cucchi
Senatrice per #AlleanzaVerdiSinistra
















