“Sull’energia quello che sta accadendo dimostra una verità ineludibile: l’Italia oggi è tra i Paesi europei più esposti alla crisi delle forniture di gas. Lo dicono i fatti. Nel 2025 il nostro Paese è stato il principale destinatario europeo di GNL qatariota, con quasi 5 milioni di tonnellate, pari a circa l’11% della nostra domanda nazionale. E ora che i rubinetti si chiudono? I prezzi esplodono e l’Italia si scopre, ancora una volta, l’anello debole d’Europa. E’ qui che emerge la responsabilità politica del governo Meloni. Mentre il resto del mondo corre verso l’autonomia energetica, le rinnovabili e l’elettrificazione, l’Italia sceglie di raddoppiare la scommessa sul modello fossile, con il gas come la soluzione strutturale alla nostra sicurezza. Ma la realtà è che il governo ha solo cambiato il nome del fornitore, lasciando il Paese ostaggio degli stessi, identici rischi geopolitici. Lo ha fatto persino tagliando un miliardo e mezzo di fondi per le rinnovabili dal PNRR. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: basta una crisi internazionale e sono le famiglie e le imprese italiane a pagarne il prezzo. Dall’altra parte però, come accaduto in Umbria, si dice no alla legge sulle aree idonee per le rinnovabili. Le bollette tornano a correre e il nostro sistema produttivo perde competitività. Questa non è sicurezza energetica, ma è fragilità costruita per scelta politica”. Così la deputata M5s Emma Pavanelli replicando al ministro dell’ambiente Pichetto Fratin n
Pavanell (M5S): “Governo scommette sul fossile e condanna Italia a fragilità”















