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Porto Alegre ospiterà una conferenza internazionale per coordinare la risposta all’ascesa del fascismo contemporaneo

Oltre 250 intellettuali, leader politici e rappresentanti di movimenti sociali discuteranno le strategie per contrastare l’ascesa dell’autoritarismo in un incontro promosso da organizzazioni progressiste di diversi paesi.

Dal 26 al 29 marzo, la città brasiliana di Porto Alegre ospiterà una conferenza internazionale con l’obiettivo di coordinare una risposta all’ascesa dei movimenti autoritari in tutto il mondo. L’incontro si inserisce in un più ampio sforzo volto a creare uno spazio di coordinamento tra movimenti sociali, partiti progressisti, sindacati e associazioni di cittadini.

Secondo gli organizzatori, l’evento riunirà oltre 250 intellettuali, leader politici e rappresentanti di movimenti sociali che discuteranno le caratteristiche del fascismo contemporaneo e analizzeranno possibili strategie comuni per contrastarlo.

Il leader politico Israel Dutra, membro della dirigenza nazionale del Partito Socialismo e Libertà (PSOL), ha osservato che il processo preparatorio riflette la crescente portata dell’appello all’azione. Nell’ambito di questa iniziativa, si sono già tenuti incontri preliminari in diverse città del Paese.

Tra questi, si segnala un incontro svoltosi di recente a San Paolo, mentre sono previsti incontri anche a Ribeirão Preto, Fortaleza, Natal, Florianópolis e in diverse località dell’entroterra dello stato del Rio Grande do Sul, la cui capitale è Porto Alegre.

Secondo Dutra, la proliferazione di queste pre-conferenze dimostra l’interesse delle organizzazioni politiche e sociali ad ampliare il dibattito sulle minacce poste dall’autoritarismo e dal neofascismo sulla scena globale. Questi incontri fungono da spazi di formazione politica, scambio di esperienze e organizzazione delle delegazioni che parteciperanno all’evento internazionale.

Questi incontri riuniscono attivisti, accademici, sindacalisti e membri di movimenti di base che desiderano rafforzare la cooperazione tra organizzazioni di diversi paesi. Tra gli enti partecipanti figurano organizzazioni contadine, collettivi antirazzisti, gruppi femministi, sindacati e piattaforme di cittadini impegnati nella difesa dei diritti sociali e civili.

Le discussioni vertono anche su temi quali la lotta al razzismo, il femminismo e le rivendicazioni relative al mondo del lavoro, considerate dagli organizzatori pilastri fondamentali della resistenza democratica.

Per gli organizzatori della conferenza, la creazione di una rete antifascista internazionale è fondamentale in un contesto che, a loro avviso, è caratterizzato dall’aumento dell’incitamento all’odio e da conflitti geopolitici che favoriscono l’ascesa di forze ultraconservatrici in diversi paesi.

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