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Schlein, referendum: dobbiamo essere all’altezza

“La prima cosa che ho detto appena ho visto i risultati” del referendum è che “quei 15 milioni che hanno votato No hanno sicuramente dato un messaggio per bloccare una riforma sbagliata che non migliorava la giustizia per i cittadini, per difendere la nostra Costituzione e hanno dato un messaggio politico a Giorgia Meloni che lo deve ascoltare uscendo dal palazzo e occupandosi finalmente dei problemi degli italiani. Ma ho detto dal primo momento che io ci leggo anche un messaggio per noi dentro quel voto, perché ci sono milioni di persone che sono andate a votare No ma che non hanno votato per noi, per le forze politiche che hanno sostenuto il No alle scorse elezioni europee e deve essere questa la nostra priorità: capire come essere all’altezza dei loro bisogni e delle loro speranze e come tenere un filo per non perderci di vista”. Lo ha detto la segretaria dem Elly Schlein, intervenendo a Piazza Pulita su La7. “Io ho chiesto a loro di restare mobilitati, di venire a migliorarci di chiederci di più ma di continuare a partecipare perché solo con loro noi potremmo costruire l’alternativa che serve a questo governo”.

Con le forze progressiste “metteremo insieme un unico grande programma per l’alternativa ma non dobbiamo farlo da soli, tra noi”. No a un programma scritto nel chiuso di una stanza, aggiunge: ” Io sentirò i miei colleghi delle altre forze progressiste ma anche quei comitati civici che si sono mobilitati in questa corsa” per il referendum. “Sulla sanità, la casa, la salute – ha osservato Schlein – abbiamo già tante proposte comuni che dovremo dividere con quella bella mobilitazione che abbiamo visto per il no”.

Prima il programma, allora, e poi la leadership: “Ci metteremo d’accordo anche” sul leader. “O si fa l’accordo, come la destra, su chi prende un voto in più alle elezioni o si sceglie un’altra modalità come le primarie, a cui ho dato sempre la mia disponibiltà”. “Posso dire però una cosa importante, – ha aggiunto – non è questa oggi la nostra priorità. Io penso che se noi ci chiudiamo ora in un dibattito politicista tra di noi tradiamo le aspettative di quelli che sono andati a votare No al referendum e che non sono venuti a votare alle europee”.

“In qualunque momento si voterà è nostro dovere farci trovare pronti”.
Lo eveva già detto, e lo ribadisce: il Pd e la coalizione progressista saranno pronti per l’appuntamento elettorale, quale che sia la data in cui si tornerà alle urne per le politiche.

In politica estera troveremo un accordo: non partiamo da zero

“È difficile essere più divisi di questo Governo sulla politica estera che ha tre posizioni distinte. Ho fiducia che anche noi troveremo l’accordo su tutto. Quello che voglio sottolineare è che non partiamo da zero”.


Rai, Meloni è l’ultima che lottizza. Sì al Media Freedom Act

“Assolutamente sì, è un’altra cosa che abbiamo già concordato con gli altri e abbiamo presentato gli emendamenti insieme per rispettare il Media Freedom Act”. Lo dice Elly Schlein a Piazza Pulita a chi le chiede se nel programma del centrosinistra ci sarà l’attuazione del Media Freedom Act. “Meloni è l’ultima presidente del Consiglio che procede alla lottizzazione della Rai. Quella riforma va fatta per rendere la Rai davvero indipendente dalla politica e dai partiti”.

Il governo cade a pezzi sotto il peso della sua arroganza
“È un governo che sta cadendo a pezzi sotto il peso della propria arroganza, ma sono dimissioni tardive. Meloni deve smetterla di difendere i suoi e iniziare a difendere la dignità delle istituzioni italiane. Non pensi di cavarsela mandando via dei facili capri espiatori, perché il peso della sconfitta a questo referendum e la responsabilità di questa sconfitta è tutta di Giorgia Meloni”.
“È una faida tutta interna a Fratelli d’Italia, ma l’abbiamo visto oggi anche in Forza Italia, dove ci sono state le dimissioni di Gasparri, che èstato velocemente sostituito, si stanno sbriciolando sotto il peso della propria arroganza. Il punto è che è un governo che è così impegnato con i propri problemi e i problemi che ha con la giustizia, che non si sta occupando dei problemi degli italiani“.

Sul referendum toni allucinanti, uniremo noi il Paese spaccato
La “risposta migliore a questi toni l’hanno data i cittadini che sono andati a votare dando un chiaro segnale politico a questo governo, toni allucinanti. Dopo questo referendum bisognerà tentare di unire questo paese che Meloni ha diviso”. Così la segretaria del Pd ha risposto ad una domanda sulle parole in aula del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami. “I toni di questo governo hanno spaccato il paese e saremo noi a dover rimettere a un tavolo magistrati e avvocati per capire come migliorare l’efficienza della giustizia”, ha aggiunto. Il ministro della giustizia Carlo Nordio? “Noi molto spesso gli abbiamo chiesto di fare un passo indietro, non tanto per questa vicenda ma perché sono stati protagonisti di una pagina brutta della storia italiana con il caso Almasri. Meloni ha detto che se avesse vinto il No ci sarebbero stati gli stupratori liberi” ma è il “governo che ha liberato uno stupratore”..