Venerdì 26 giugno a Passaggio di Bettona, alle 21 nella Biblioteca comunale, si parlerà di sanità, piano socio-sanitario in discussione in Consiglio Regionale e delle Case di Comunità realizzate con le risorse del Pnrr.
A promuovere l’iniziativa l’associazione culturale e politica Umbrialeft aps. Manuela Margaritelli (dirigente Asl 2), Silvia Corsetti (vicepresidente Fimmg Perugia), Silvia Pagliacci (presidente Federfarma Perugia) e Alessia Sirci (consigliere comunale di Cannara), i relatori invitati al dibattito. Gianluca Schippa di Umbrialeft coordinerà i lavori.
“Il tema sanitario è assai sentito – spiega Attilio Gambacorta, dell’associazione Umbrialeft. Pochi giorni fa Avs ha iniziato la sua conferenza programmatica proprio con la sanità. Il nuovo piano sanitario è al centro del dibattito e la questione dirompente è la dicotomia pubblico privato”.
“Nella nostra regione – prosegue Gambacorta – negli ultimi anni si è affermato notevolmente il privato, togliendo risorse importanti al sistema pubblico, lasciando segni inequivocabili in un settore che annaspa a dare risposte soddisfacenti ai cittadini: liste di attesa, carenza strutturale dell’organico, sono i segni più evidenti di questa crisi. Ma molti sono le contingenze che portano a questo. Il sistema sanitario nazionale ha delegato alle regioni queste competenze. I bilanci regionali per l’80% riguardano la Sanità, quella privata senza le convenzioni con il pubblico non andrebbero avanti. C’è da dire, inoltre, che di queste il privato sceglie le più redditizie.
Molti cittadini sottoscrivono assicurazioni per tutelare la propria salute, ma le compagnie non coprono tutte le patologie e, cosa ancor più grave, esclude completamente le fasce d’età più anziane. In Umbria il 15% degli abitanti è sopra i 75 anni, ammontano a circa 125 mila e di fatto sono esclusi dalla copertura assicurativa. Rafforzare, quindi, il sistema pubblico, renderlo più efficiente, pensare ad assumere più personale medico e paramedico, aumentando i salariali degli stessi, sono provvedimenti che dovrebbero essere presi urgentemente. La regione Umbria si sta muovendo in questo senso, sono stati infatti assunti circa 700 unità fra medici ed infermieri, ma è ancora pesantemente sottorganico”.
“Era prevista la realizzazione di 40 case di comunità con i fondi del PNRR – afferma Gambacorta – ma ne sono state costruite solo 14. Questi centri sono destinati alla prevenzione, devono essere dotati di strutture moderne ed efficienti, di personale per svolgere l’importante ruolo per il quale sono state concepite: la prevenzione.
È attraverso di essa che si tutela il cittadino e si realizza un risparmio economico. Non si può lucrare su un diritto costituzionale così importante come quello della salute, essa non può essere un business. Una società non può definirsi democratica se non tutela tutti i propri cittadini. L’Umbria, che da questo punto di vista è stata per decenni un esempio da imitare, deve tornare ad esercitare quel ruolo che le permetteva di distinguersi positivamente rispetto a tante altre regioni”.












