La contraddizione è evidente, l’Umbria oscilla tra un galleggiamento e un declino economico, come testimoniano gli ultimi studi dello Svimez (-0,2%) e della Banca d’Italia (+0,5%), ma nell’ultimo report di Banca Intesa, “Geografia delle fragilità e delle diseguaglianze “, l’Umbria si conferma una delle realtà più solide del panorama nazionale sul fronte della coesione sociale, dell’istruzione e della qualità delle relazioni sociali.
Un quadro nazionale segnato dall’aumento delle diseguaglianze, dalla pesante crisi demografica e dall’ invecchiamento della popolazione, l’Umbria, pur con le sue difficoltà si distingue positivamente in diversi indicatori tra cui: istruzione e formazione, inclusione dei territori. La nostra regione è valutata sufficientemente bene per una buona capacità di contenere fenomeni di marginalità, disagio e povertà educativa, grazie ad una rete di servizi ancora in grado, anche se non del tutto compiutamente, di dare risposte ai bisogni sociali della popolazione. Insomma, sembra che le antiche politiche d’inclusione sociale, di cui l’Umbria si è giustamente vantata, grazie alle lungimiranti classi dirigenti del PCI e del PSI al governo degli enti locali e della Regione, hanno ancora oggi un effetto positivo. Quindi abbiamo degli studi e anche la realtà purtroppo che mettono in chiaro le difficoltà economiche e produttive ma altri allo stesso tempo che valutano positivamente la qualità della vita in Umbria. Una evidente contraddizione che non deve essere risolta con il decadimento della qualità della vita ma con l’uscita dal galleggiamento e dal declino.
Un dato nuovo che ci fornisce Intesa Sanpaolo è che Perugia, figura ai vertici nazionali per presenza dell’economia sociale, associazionismo e reti del Terzo settore. Il volontariato, la partecipazione civica e il radicamento delle organizzazioni sociali costituiscono un patrimonio originale e prezioso per la tenuta civile del territorio. Un grande patrimonio che va ulteriormente valorizzato e potenziato.
Stefano Vinti (Umbrialeft): “L’Umbria oscilla tra un galleggiamento e un declino economico ma si distingue su istruzione, formazione e inclusione”













