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Valtopina capitale della cultura tessile con la 22ª Mostra del ricamo e del tessuto

Esposizioni, convegni, laboratori per grandi e piccini, concorsi e workshop – Dal 4 al 6 settembre la manifestazione si snoda per il centro storico in un ‘Percorso del filo’

(AVInews) – Perugia, 1 sett. – Un evento diffuso nel centro storico che trasforma Valtopina nella capitale della cultura tessile da venerdì 4 a domenica 6 settembre, quando il piccolo borgo ospita la 22ª Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale. La manifestazione si estende lungo un ‘Percorso del filo’ che dai due padiglioni del Palasport, cuore espositivo (l’uno ospita oltre 90 artigiani del ricamo e del tessile, l’altro più commerciale), arriva fino al Palazzo comunale, per poi coinvolgere anche Biblioteca, Sala della Canonica, Sala Consiliare, Sala Gandini e il Museo del ricamo e del tessile, spazi questi che accolgono mostre collaterali e convegni.

Richiamando una tradizione diffusa nel territorio, la Mostra del ricamo e del tessuto è diventata un punto di riferimento per tutti gli appassionati del settore, vetrina della migliore produzione e ricerca nel campo del ricamo, del merletto e del tessuto, nazionale e internazionale. Il programma di questa 22ª edizione è stato presentato a Perugia, martedì primo settembre, da Gabriele Coccia e Bianca Rosa Gallina, rispettivamente sindaco e assessore alla Cultura di Valtopina. Accanto a loro anche Maria Mancini, presidente della Scuola Ricamo Valtopina e responsabile del Museo del ricamo e del tessile; Silvia Capiluppi, architetto, naturopata e artista; Barbara Pavan, curatrice indipendente di Fiber e textile art contemporanea. Presente, inoltre, Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ed è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Venerdì 4 settembre, dunque, è fissata l’inaugurazione alle 10.30 al Palasport, seguita alle 11.30 dall’apertura, al Museo del ricamo e del tessile, della mostra ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’, a cura di Barbara Pavan. Il pomeriggio alle 16.30 spazio alla tavola rotonda dal titolo ‘Filo e cultura, geografie del filo’ al Palasport, durante la quale si parlerà di modelli di sviluppo locale partendo dall’idea che il filo nelle valli italiane non è solo un’eredità del passato, ma una risorsa viva capace di generare valore economico, rafforzare l’identità e aprire nuove prospettive. L’incontro nasce dal dialogo fra tre esperienze concrete provenienti da Valle d’Aosta, Abruzzo e Calabria e sarà moderato da Barbara Pavan. La serata si chiude nella piazzetta del Teatrino con ‘Moda e seduzione’ alle 21.30, un excursus nella moda italiana fra Ottocento e Novecento, con abiti che “escono dagli armadi di collezioniste private e dai bauli delle nonne”, anticipano gli organizzatori, nel défilè condotto da Ambra Cenci. La stessa presenterà poi il suo libro ‘Seduzione ribelle’, un viaggio nella moda degli anni Venti sabato 5 (ore 16.30 Stanza del filo, Palasport); e ancora sabato, una riflessione sulla contemporaneità dell’artigianato (ore 10.30, Sala Gandini) che vedrà gli interventi di Luca Corinaldesi, ceo del Ricamificio Filottranese, Diana Ilisei, collezionista di costumi rumeni e Franca Verteramo, maestra artigiana, coordinati dal sociologo Roberto Segatori.

La Mostra del ricamo e del tessuto di Valtopina apre le porte a numerose esposizioni e progetti artistici nei tre giorni dell’evento, oltre a laboratori, corsi di ricamo, workshop e concorsi: da ‘Ricamare l’Umbria’, concorso con cui quest’anno la Scuola di ricamo ha voluto porre l’attenzione sui luoghi e i maestri dell’arte in Umbria, invitando a cercare ispirazione negli affreschi di Giotto (i manufatti sono esposti all’interno del Palasport e la premiazione è fissata per domenica 6 alle ore 11, quando sarà anche assegnato il riconoscimento ‘Messaggeri di filo’, a chi si è distinto nella diffusione della cultura tessile) a ‘Racconto una favola con le mie mani’, concorso mirato a valorizzare il talento delle ricamatrici attraverso un percorso creativo ispirato ai motivi decorativi in ferro battuto della tradizione umbra, reinterpretati in chiave contemporanea. Il progetto, ideato e coordinato da Katya Fernandez, ricamatrice per il Teatro alla Scala e collaboratrice con diverse case di alta moda italiane, sarà presentato durante il convegno di sabato 5 settembre. Da segnalare anche ‘LenzuoliSOSpesi’, un progetto artistico corale curato da Silvia Capiluppi che dal 2018 riunisce migliaia di persone in Italia e nel mondo; in occasione dell’VIII Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, due nuovi LenzuoliSOSpesi rendono così omaggio al santo: sono il 181° e il 182°, che invitano a una riflessione sui sentimenti di sorellanza e fratellanza e su due elementi della Natura, acqua e vento, tanto cari a Francesco; c’è poi ‘Trame d’autore’, progetto a cura della Scuola di ricamo di Valtopina, nato da un’idea di Maria Mancini e Rosalba Pepi, in collaborazione con La Congrega di Ancona, che unisce diverse culture e tecniche per realizzare camicie-kimono, vere e proprie opere d’arte da indossare, esposte in mostra. Valtopina ospita anche la terza Biennale internazionale di Fiber art contemporanea – Biennale off, grazie alla curatrice indipendente Barbara Pavan, con le mostre visitabili dalle 9 alle 20 nei tre giorni: ‘Un tempo altro’ (Biblioteca comunale); la già citata ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ (Museo del ricamo e del tessile, fino all’8 dicembre); Soperchi ornamenti (Sala consiliare del Palazzo Comunale). Ci sono poi le esposizioni ‘Dalla regina Vittoria a Grace Kelly’, a cura di Lucia Clerici (Palazzo Comunale, piano nobile), ‘Un altro filo’ (Palasport, Stanza del filo) con gli espositori Lucia Molinis, Marjatta Hietaniemi, Marianne Muller ed Ebe Ciampalini, ‘Immaginifici giardini di filo’ di Maria Bissacco e Luisa De Santi (Sala della Canonica), oltre a ‘Urban textile art’, installazioni diffuse per le vie del paese, da un’idea di Maria Mancini e Giulio Piermatti.

La Mostra del ricamo e del tessuto di Valtopina dedica ampio spazio ai più piccoli con i laboratori gratuiti di ‘Giochi di filo’, per bambini dai 2 ai 10 anni (prenotazione obbligatoria, 348.1995238); per i ‘grandi’ ci sono, inoltre, il laboratorio di arteterapia ‘Il gomitolo della vita’, a cura di Tiziana Luciani, un percorso esperienziale ispirato agli affreschi francescani della Basilica di Assisi (domenica 6, sala Gandini, Palazzo delle associazioni; informazioni e iscrizioni: 338.4549132), oltre a minicorsi e workshop di ricamo e cesteria, con prenotazione tramite il sito ufficiale (www.mostravaltopina.com). Infine, per chi ha bisogno di ristorarsi, taverna aperta a pranzo e a cena nel centro Subasio, con piatti della tradizione e tipicità umbre (prenotazione: 338.3968049; 333.4418922).

Dichiarazioni:

“La Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina – ha dichiarato il sindaco Coccia – è una manifestazione che negli anni è cresciuta, diventando un appuntamento importante per chi ama il ricamo, il tessuto, l’artigianato e, più in generale, la bellezza del fatto a mano. Una mostra che ha saputo costruire una propria identità, mettendo insieme tradizione e contemporaneità, memoria e innovazione. Non è un caso che il titolo scelto quest’anno sia ‘L’idea è nel filo’, perché il filo rappresenta perfettamente ciò che questa manifestazione riesce a fare: unire; unire persone, culture, generazioni e territori; unire il sapere delle nostre tradizioni con la creatività delle nuove generazioni. Ma la Mostra non guarda soltanto alla tradizione. Lo dimostrano le tante iniziative dedicate alla fiber art, alla moda, all’arte contemporanea, fino ai laboratori per bambini e ragazzi, perché è proprio attraverso le nuove generazioni che possiamo garantire continuità a questo patrimonio. Desidero quindi ringraziare la Scuola di Ricamo di Valtopina, la Pro Loco, i volontari, gli espositori, gli artisti, gli sponsor e tutte le persone che, con il loro lavoro, rendono possibile questa manifestazione”.

“In un mondo in cui tutti vanno di corsa – ha aggiunto Mancini – il filo ci impone la lentezza. I ricami raccontano storie antiche ma anche moderne, non a caso la mostra si apre anche a nuove espressioni artistiche. Cerchiamo di coinvolgere tutti, anche i bambini delle scuole, che quest’anno per esempio hanno realizzato, insieme alle donne della Scuola del ricamo, una riproduzione di Valtopina con l’uncinetto, installata su una terrazza nel Palazzo comunale. Inoltre, c’è da dire che il ricamo tout court ormai è un po’ superato dal fatto di utilizzare il filo anche come medium per lanciare messaggi, per manifestare. Il nostro obiettivo è promuovere tutto quello che è legato alla manualità e all’artigianalità. Oggi la nostra è una mostra internazionale, perché abbiamo ricamatrici dalla Sicilia alla Val d’Aosta ma anche ospiti stranieri”.

“Crediamo che in questo delicatissimo complesso rapporto tra passato, presente e futuro – ha concluso Bistocchi –, il ricamo costituisca un pezzo di patrimonio culturale umbro diffuso, una forma di arte, di espressione e rappresenta quella trasmissione del sapere nel quale si sedimentano le nostre radici, la nostra identità. Questa mostra serve quindi a raccontare agli umbri ciò che di bello c’è in questa loro terra e poi ovviamente è anche volano di sviluppo e di attrazione per turisti che trascorrono qualche giorno nella nostra regione”.

Rossana Furfaro