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De libidine communicandi

Per alcuni esponenti politici dell’Umbria, una certa predisposizione alla propaganda comunicativa perenne sembrerebbe essere davvero incontrollabile. Diciamo che c’è una tendenza quotidiana a fare sapere all’opinione pubblica regionale spostamenti, punti di vista, sopralluoghi. 

Non parliamo poi dell’annuncite che ha già colpito figure istituzionali apicali a tutti i livelli e che imperversa sui social network sottoforma di like agognati e ricerca di visibilità personale.

Assistiamo a una vera e propria smania da social, dove ogni giorno una parte della politica umbra si affanna a pubblicare video, selfie, dichiarazioni trionfalistiche, anticipazioni di provvedimenti.

Non sarà mica che stiamo correndo il rischio di trasformare le istituzioni in una sorta di vetrina permanente di autopromozione? Certe narrazioni sembrano davvero servire solo a trasformare la pratica amministrativa in marketing, un’eterna campagna elettorale. 

Il nostro è un paese sempre più povero: la sanità pubblica è al collasso, le disuguaglianze crescono, i giovani scappano. Esattamente come in Umbria. Servono scelte politiche concrete, le uniche da comunicare veramente. E possibilmente qualche reel in meno 

Gracchus