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Calabria, campo larghissimo per Tridico

Silvio Messinetti, il manifesto

Un esperimento. Una maxi coalizione di nuovo conio per riprendersi la Calabria dopo 6 anni e costituire un modello di riscossa per l’intero paese. Ieri a Lamezia è nato il campo extralarge. Alla sua guida, Pasquale Tridico. L’investitura dell’eurodeputato M5S è stata ratificata, dopo 3 ore di serrata riunione, nella sede della federazione regionale Pd. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dei dem, M5S, Avs, Federazione riformista, Psi, Italia viva, Azione, +Europa, Partito repubblicano, Demos, Mezzogiorno federato e Rifondazione comunista. Dodici sigle e una unità amplissima.

È LA PRIMA VOLTA che la destra di Calabria si troverà a competere con un fronte unito. Mai successo nelle ultime sei tornate. Sarà la prima volta in regione che a capeggiare lo schieramento c’è un esponente pentastellato, sebbene indipendente. Di solito i grillini stentano nelle elezioni locali. Vedremo quale sarà l’esito quando a capeggiare la coalizione è uno di loro. Il percorso per arrivare a Tridico è stato impegnativo. Nel frullatore sono entrati (e usciti) una dozzina di nomi. Ma era chiaro, sin da subito, che il predestinato fosse l’economista di Scala Coeli. Il profilo di tecnico moderato (e padre del reddito di cittadinanza) piaceva un po’ a tutti e il suo indice di popolarità è notoriamente alto. Di questo erano consapevoli i commensali del tavolo lametino.

TRIDICO NON C’ERA. Ha atteso la notizia dell’investitura nel suo borgo natio, sulle colline che guardano dall’alto lo Jonio cosentino. A Lamezia si respirava un’aria di ottimismo: «Abbiamo alcuni sondaggi, che pubblicheremo a breve, in cui Tridico è poco dietro Occhiuto. Anzi il suo nome traina più di quanto non faccia il presidente uscente. Che a suo vantaggio ha le liste» ribadivano ieri fuori dalla federazione alcuni esponenti dem. Ora tocca, appunto, alla compilazione delle liste. La destra, con il presidente uscente, dimissionario, indagato e ricandidato, ne ha approntate già sette. Il campo extralarge conta di arrivare almeno ad otto.

In difficoltà c’è sopratutto Avs. Il timore dei rossoverdi è che la lista civica del presidente si connoti troppo a sinistra e di fatto svuoti la sua area. È lungo l’elenco di personalità gauchiste che stanno bussando alla porta di Tridico chiedendo di partecipare al progetto: il medico-scrittore Santo Gioffrè; il consigliere di opposizione e fautore delle battaglie ecologiste in regione, il medico per l’ambiente Ferdinando Laghi; la filosofa Donatella Di Cesare. E persino il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, starebbe valutando di lasciare Avs (con cui era stato eletto all’Europarlamento) ed entrare nella formazione di Tridico. Da Roma i segretari Bonelli e Fratoianni, pur concordando sulla scelta dell’ex presidente Inps, si dicono perplessi sul metodo.

SARÀ ANCHE la prima volta di una coalizione da Rifondazione ad Azione. Vedere sullo stesso palco Maurizio Acerbo e Carlo Calenda pareva, fino a ieri, una roba da marziani. E invece a queste latitudini potrebbe essere possibile. Però mai dire mai. Proprio ieri, in un ragionamento più ampio, mentre i suoi notabili in Calabria applaudivano l’incoronazione di Tridico, il leader di Azione lanciava strali contro Pd e M5S: «Non ci saranno liste di Azione a sostegno di candidati dei 5S alle regionali. Il paese ha bisogno di sviluppo, concorrenza, infrastrutture e efficienza. I dem oscillano tra la prostrazione davanti ai cinquestelle e la sottomissione ai cacicchi locali» ha esclamato.

DOVRÀ METTERSI D’ACCORDO, però, con il suo presidente regionale, Giuseppe Graziano (uno che per quattro anni è stato con Occhiuto e durante la crisi d’agosto ha cambiato sponda): «Tridico è la migliore figura che potessimo scegliere. Infonde speranza in un futuro migliore, ha a cuore il bene comune e non antepone interessi personali». E a chi gli fa notare il diktat del suo capo, da Lamezia risponde laconico: «Noi siamo con Tridico». Poi in serata la precisazione dal coordinatore regionale, Francesco De Nisi: «Non ci saranno liste con il simbolo di Azione ma componenti che hanno aderito alla federazione riformista».