Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sostengono il provvedimento sul suicidio medicalmente assistito. Il voto dell’Assemblea legislativa segna un passaggio importante nel dibattito regionale, nel ricordo di Laura Santi.
La questione del fine vita torna al centro del confronto politico in Umbria, dove Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso una posizione comune a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, dedicata alle procedure per accedere al suicidio medicalmente assistito.
Già dopo il via libera della Terza commissione, arrivato il 19 ottobre, i rappresentanti regionali delle tre forze politiche avevano manifestato soddisfazione per l’avanzamento del provvedimento, auspicando un confronto capace di superare le tradizionali divisioni tra maggioranza e opposizione.
Al centro dell’iniziativa, la volontà di fornire risposte alle persone che si trovano ad affrontare condizioni di sofferenza particolarmente gravi, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale. Una proposta sostenuta da quasi cinquemila cittadini umbri, che attraverso la raccolta firme avevano chiesto alle istituzioni regionali di intervenire sulla materia.
Un ruolo significativo nel percorso della legge è stato riconosciuto a Laura Santi, la giornalista perugina affetta da sclerosi multipla che aveva fatto della propria esperienza personale una battaglia pubblica per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione.
Il confronto politico ha trovato un momento decisivo il 22 ottobre, quando l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato la proposta con 11 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astensioni. La presidente della Regione Stefania Proietti ha scelto di non partecipare alla votazione, richiamando la delicatezza etica della questione e ribadendo l’importanza di rafforzare le cure palliative e l’assistenza ai malati.
Il provvedimento disciplina gli aspetti organizzativi e le tempistiche delle procedure sanitarie regionali, senza modificare i requisiti previsti dal quadro giuridico nazionale per accedere al suicidio medicalmente assistito.
Durante il dibattito sono emerse sensibilità differenti anche all’interno degli schieramenti politici. Da una parte, i sostenitori della legge hanno evidenziato la necessità di garantire procedure chiare e uniformi; dall’altra, alcuni consiglieri hanno espresso perplessità sull’intervento regionale e sulla complessità delle questioni etiche e giuridiche coinvolte.
Per Pd, M5S e Avs, l’approvazione rappresenta il risultato di un percorso costruito attraverso la partecipazione dei cittadini e il confronto istituzionale. Le tre forze politiche avevano chiesto che il voto fosse guidato dalla coscienza individuale dei consiglieri, senza trasformare una questione così delicata in uno scontro esclusivamente ideologico.
Con il via libera dell’Assemblea legislativa, l’Umbria entra nel gruppo delle Regioni che hanno adottato disposizioni sul fine vita, mentre rimane aperto a livello nazionale il dibattito sulla necessità di una disciplina legislativa organica.














