Thomas De Luca è attualmente assessore regionale alla Tutela Ambientale, Energia, Programmazione Territoriale e Cambiamenti Climatici della Regione Umbria. Ex consigliere regionale, ricopre ancora la carica di coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Umbria. UmbriaLeft lo ha intervistato.
Assessore, qual è il tuo giudizio sul governo Meloni?
Il giudizio è molto critico, perché le scelte di questi anni stanno cambiando in profondità l’equilibrio sociale e istituzionale del paese a svantaggio di chi ha meno voce. Si taglia sulla sanità pubblica e sulla scuola mentre si aprono spazi al privato. Si rinvia il salario minimo e si accetta che una quota crescente di lavoratrici e lavoratori resti sotto la soglia di dignità. Si spinge su premierato e autonomia differenziata che concentrano potere e rischiano di allargare il divario tra territori già forti e territori che aspettano ancora servizi essenziali. A tutto questo si sommano una crescita delle spese militari e una subalternità a logiche di guerra che non condividiamo. Con l’ultimo Decreto Energia il governo ha inferto un ulteriore colpo allo sviluppo delle rinnovabili mettendo in difficoltà una regione come l’Umbria che con la legge sulle aree idonee ha scelto una strada chiara capace di coniugare autonomia energetica e tutela del paesaggio. Dal punto di vista di una Regione che deve garantire sanità, politiche sociali, diritto allo studio, politiche energetiche e industriali efficaci vediamo ogni giorno gli effetti concreti di queste scelte su bilanci e diritti. Come Movimento 5 Stelle continuiamo a difendere un’idea di Repubblica fondata sul lavoro, sulla sanità pubblica, sulla scuola e sulla pace, non su rendite e diseguaglianze.
Rispetto alla tua attuale esperienza di governo, quali politiche ritieni positive e quali, invece, le criticità principali che il Movimento 5 Stelle dell’Umbria intende mettere al centro?
La nuova maggioranza ha aperto una fase diversa rispetto agli ultimi anni scegliendo di rimettere al centro sanità pubblica, ambiente, diritti sociali. Come Movimento 5 Stelle abbiamo indicato alcune priorità chiare. Un nuovo Piano socio sanitario che rafforzi la medicina territoriale, i distretti, la prossimità dei servizi e che lavori in modo strutturale sulla riduzione delle liste di attesa con particolare attenzione a chi vive nelle aree interne, alle persone anziane, alle persone con disabilità. Un piano dei rifiuti che escluda l’inceneritore e l’ampliamento ulteriore delle discariche e che al contrario punti su riduzione, riuso, riciclo, innovazione industriale. Una programmazione che favorisca comunità energetiche, rinnovabili sostenibili, riduzione dei consumi, contrasto alla povertà e incentivo all’autonomia energetica. Monitoraggi più stringenti sulle sostanze altamente inquinanti e sui siti industriali complessi perché la tutela dell’ambiente è anche prevenzione sanitaria. Riteniamo altrettanto centrale il sostegno alle famiglie, al diritto allo studio, ai servizi per l’infanzia e per le persone fragili. Le criticità che incontriamo su questo percorso riguardano i tempi necessari per ricostruire ciò che è stato indebolito, i vincoli di bilancio nazionali che limitano la capacità di investimento delle Regioni, le diseguaglianze storiche tra aree interne e città. Come Movimento 5 Stelle vogliamo continuare a spingere su sanità territoriale, politiche abitative, sicurezza sul lavoro, tutela del territorio, reale coinvolgimento delle comunità nelle scelte.
L’Umbria sta attraversando una fase di forte crisi sociale ed economica. Quali sono le valutazioni e le proposte del Movimento?
In Umbria convivono due immagini diverse. Da un lato una regione che attrae turismo e alcuni servizi dall’altro un tessuto produttivo che ha perso pezzi importanti dell’industria tradizionale e non ha ancora completato la riconversione verso attività più innovative e sostenibili. Il risultato è che cresce il lavoro povero, aumentano i contratti precari, molte ragazze e molti ragazzi continuano a considerare la partenza come unica strada. Come Movimento 5 Stelle pensiamo che lo sviluppo non possa più basarsi sulla compressione dei diritti. Per questo sosteniamo la battaglia per un salario minimo che diventi punto di riferimento anche nel confronto regionale. Vogliamo che le risorse pubbliche creino lavoro stabile e sicuro con diritti chiari non una giungla di appalti e subappalti. Proponiamo una riconversione ecologica dei distretti industriali a partire dalle aree più esposte all’inquinamento legando innovazione, bonifiche, nuova occupazione. Riteniamo essenziale rafforzare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile perché senza servizi non c’è diritto a restare nelle aree interne. Puntiamo sulle comunità energetiche come strumento per ridurre le bollette delle famiglie e delle piccole attività liberando risorse per sanità, scuola, politiche sociali. Tenere insieme sviluppo, salute, coesione sociale è la sfida principale che l’Umbria ha davanti e su cui il Movimento 5 Stelle intende misurare il proprio contributo.
Segretario come vanno le cose nel Patto Avanti?
Il Patto Avanti per noi è prima di tutto un’assunzione di responsabilità verso l’Umbria che ha chiesto una rottura con il passato recente. Ha reso possibile una maggioranza che oggi governa la Regione e molte città strategiche tenendo insieme culture politiche diverse che condividono la difesa della Costituzione, dei diritti sociali, dell’ambiente. I rapporti tra le forze che lo compongono sono improntati alla lealtà e al confronto anche quando emergono sensibilità differenti. Il Movimento 5 Stelle vive questo impegno con una posizione chiara. Vogliamo un campo progressista unito ma non indistinto capace di dire parole nette su sanità pubblica, lavoro dignitoso, scuola, beni comuni, pace. Indietro non si torna né verso le politiche della destra né verso vecchie pratiche autoreferenziali. Per noi il Patto Avanti funziona se resta aperto al dialogo con chi ogni giorno vive sulla propria pelle precarietà, povertà, diseguaglianze e se trasforma le promesse in scelte di governo verificabili.
Il tuo partito come intende rafforzare il proprio progetto politico in Umbria?
Il progetto del Movimento 5 Stelle in Umbria si rafforza se è riconoscibile come forza di governo autonoma e coerente dentro il campo progressista. Vogliamo essere il soggetto che tiene insieme ecologia integrale, giustizia sociale, legalità, difesa dei beni comuni. Questo significa costruire una classe dirigente capace di assumersi responsabilità nei Comuni e in Regione preparata sul merito delle questioni in grado di tenere insieme ascolto, competenza, trasparenza. Significa anche avere il coraggio di aprire conflitti quando interessi particolari provano a condizionare le scelte su sanità, territorio, servizi pubblici. Per noi rafforzare il progetto non vuol dire chiuderci in un recinto identitario ma aprire canali di confronto con giovani, lavoratrici e lavoratori precari, mondi della cultura, associazioni, realtà del volontariato che spesso non trovano casa nei partiti tradizionali. Non ci interessa aggiungere una sigla alla geografia delle sigle, ci interessa essere il punto di riferimento di chi chiede coerenza tra le parole e gli atti di governo. In questo senso l’Umbria non è solo una regione da governare ma può diventare un laboratorio politico capace di indicare una direzione nuova anche a livello nazionale.











