Abbiamo preso parte in piazza Italia di Perugia al presidio sullo sciopero generale dei sindacati di base contro la finanziaria di guerra e aderiamo alla manifestazione di domani a Roma in solidarietà con il popolo palestinese come allo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre. Avremmo preferito una mobilitazione unitaria, tuttavia pensiamo che sia utile anche il succedersi e perdurare delle lotte contro gli effetti dell’economia di guerra nelle nostre vite. Ce lo insegnano i portuali e tutte e tutti coloro che hanno contrastato e contrastano la filiera del riarmo e della militarizzazione della società. E’ una filiera lunga e articolata, che attraversa scuole università e cresce sui territori nelle fabbriche dell’indotto, dalla piccola officina alla titanica e sproporzionata produzione di armamenti. Non è questa la riconversione industriale di a cui guardiamo, in Italia come in Europa. All’opposto noi guardiamo a una riconversione ecologica che ci metta al riparo dalla crisi climatica e allo stesso tempo restituisca dignità e metta lavoratrici e lavoratori al riparo dallo sfruttamento, dalle delocalizzazioni, dalle speculazioni , dai licenziamenti via mail o sms e per ultimo, ma più importante di tutti, dal rischio di perdere la vita: sul lavoro come in guerra. Questa finanziaria è figlia di una politica di austerità che accantona fondi per il riarmo mentre riduce lo stato sociale, deprezza salari e pensioni e si abbatte sulle vite e sulle lotte che concorrono al benessere della collettività e dei popoli anziché sulle oligarchie predatorie. Contrastiamola.
Corciano, 28 novembre 2025
per il direttivo di circolo Prc di Corciano
Giuseppe Felici










