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Alleanza Verdi e Sinistra Umbria, scuola: “Per la destra studenti, dirigenti e lavoratori non contano”

Il commissariamento deciso dal Governo Meloni riguardo il dimensionamento scolastico in Umbria è una scelta politica precisa. È la risposta punitiva a una Regione che ha deciso di non arretrare sulla scuola pubblica e di difendere territori già sotto pressione.

Accorpare istituti significa caricare un solo dirigente di decine di plessi, allungare le distanze, ridurre la presenza nelle scuole e impoverire la capacità di gestione, di ascolto e di risposta ai problemi. Significa meno personale, meno supporto e maggiore difficoltà per gli istituti più piccoli, che già fanno più fatica.

È così che le scuole si indeboliscono e, nel tempo, si avvia un percorso di chiusura silenziosa.

La destra umbra cerca di ridurre tutto a una questione di “razionalizzazione delle dirigenze”, ma ignora o finge di non sapere le conseguenze reali. Ancor più evidente è il loro disinteresse per i territori che amministrano, quali Gubbio e Terni. Queste infatti sono le città non governate dal centrosinistra che avrebbero subito i tagli, se non fosse stato per la Regione nelle persone della presidente Stefania Proietti e dell’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli.

Da oltre un anno la Regione Umbria sollecita il Ministero a un dialogo sui dati, sui criteri e sulle ricadute del dimensionamento. Nessuna risposta, nessun tavolo, solo scadenze usate come clava. L’unico incontro convocato ha avuto come scopo il commissariamento, un trattamento riservato esclusivamente alle Regioni amministrate dal centrosinistra, come Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna.

Il mancato aggiornamento della popolazione scolastica, più volte richiesto, avrebbe ridotto l’impatto del dimensionamento. Procedere senza considerarlo significa irrigidire le decisioni, escludere ogni confronto e ignorare le specificità di una regione in gran parte montana e collinare, segnata dal sisma del 2016 e con una significativa dispersione territoriale.

Come Alleanza Verdi e Sinistra Umbria siamo al fianco della presidente Proietti e dell’assessore Barcaioli. Qui non è in gioco una bandierina politica, ma il diritto all’istruzione, la dignità del lavoro nelle scuole e il futuro di interi territori. Useremo ogni strumento politico, giuridico e istituzionale per contrastare questo atto e difendere una scuola che si governa con ascolto, rispetto e responsabilità, non con commissariamenti calati dall’alto. La mobilitazione è appena cominciata.