di Federica Porfidi* – Il progetto di riforma della giustizia che il Governo vuole imporre non è un semplice aggiustamento tecnico, ma un attacco frontale all’architettura della nostra Costituzione. Per questo, come Sinistra Italiana Umbria, diamo il via a una mobilitazione capillare in tutta la regione, promuovendo e partecipando a comitati in ogni territorio per spiegare ai cittadini le ragioni di un No convinto.
Come sottolineato autorevolmente dal Professor Volpi la separazione delle carriere e la riforma del CSM non servono a rendere i processi più veloci, ma a spezzare il legame di indipendenza della magistratura da ogni altro potere. Il rischio è una magistratura meno autonoma e, di conseguenza, un cittadino meno protetto davanti all’arbitrio del potere politico. Non possiamo permettere che i magistrati perdano la loro cultura della giurisdizione per diventare, nel tempo, appendici dell’esecutivo.
L’Umbria sarà protagonista di questa resistenza democratica. Non lasceremo che la complessità della materia diventi un alibi per il Governo per far passare riforme pericolose sotto silenzio. Saremo nelle piazze, nei circoli e nei luoghi di lavoro per costruire una rete con le associazioni, la società civile e tutti i soggetti che hanno a cuore l’articolo 104 della Costituzione, secondo cui la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
La visione di questo Governo è chiara: vede le garanzie e i controlli costituzionali come un fastidio, un intralcio alla ‘volontà del capo’. È una deriva autoritaria che dobbiamo fermare. Partecipare ai comitati e votare No significa difendere l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
*Segretaria Regionale Sinistra Italiana Umbria











