Il ministro dell’estrema destra israeliana attacca il piano di Trump e invoca l’espulsione dei palestinesi
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, esponente dell’ala più estrema del governo Netanyahu, torna a rilanciare apertamente il progetto di svuotamento forzato della Striscia di Gaza, bocciando al tempo stesso il Board of Peace che Donald Trump si appresta ad annunciare.
Parlando alla cerimonia di fondazione dell’insediamento di Yaziv, a Gush Etzion, Smotrich ha invocato un’operazione militare totale: distruzione di Hamas “militarmente e civilmente”, apertura del valico di Rafah anche senza il consenso dell’Egitto e spinta dei palestinesi di Gaza a lasciare la Striscia per “cercare il loro futuro altrove”. Una formula che, dietro il linguaggio securitario, richiama esplicitamente l’idea dell’espulsione di massa.
Il ministro ha inoltre attaccato frontalmente Turchia e Qatar, indicati come partecipanti al piano di Trump: secondo Smotrich, entrambi sarebbero complici di Hamas. “Erdogan è Sinwar, il Qatar è Hamas”, ha dichiarato, sostenendo che il progetto statunitense rischia solo di “trasferire Gaza da un nemico all’altro”.
Pur ringraziando Trump per il sostegno a Israele, Smotrich ha definito il piano “dannoso” e ne ha chiesto l’annullamento. La sua proposta è invece quella di imporre un regime militare diretto sulla Striscia, rivendicando la piena sovranità israeliana su Gaza: “È nostra – ha affermato – e il suo futuro riguarda noi più di chiunque altro”.
Dichiarazioni che confermano come, dentro il governo israeliano, l’orizzonte politico non sia la pace ma l’annientamento e la rimozione di un intero popolo, in aperto contrasto con il diritto internazionale e con qualsiasi prospettiva di soluzione politica del conflitto.















