L’esponente dem attacca il progetto di ricostruzione: «Non è diplomazia, è un club privato che specula sulle macerie»
di Gracco Babeuf – Enzo Amendola, esponente di spicco del Partito Democratico, ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro il “Board of Peace”, l’organismo promosso da Donald Trump per la gestione della Striscia di Gaza. Documenti alla mano, Amendola ha denunciato la natura privatistica dell’iniziativa, definendola del tutto incompatibile con i principi della diplomazia internazionale e con il ruolo dell’Italia.

L’esponente dem ha smontato lo statuto dell’organizzazione, sottolineando come i 13 articoli che lo compongono non delineino un’istituzione internazionale, ma un vero e proprio club privato. In questo contesto, la partecipazione sarebbe condizionata dal potere economico e dalla fedeltà a una struttura dove Trump decide unilateralmente chi ammettere e cosa votare. Amendola ha paragonato polemicamente questa gestione a quella di un circolo sportivo d’élite, come il tennis club di Mar-a-Lago, evidenziando l’assurdità di affidare una crisi umanitaria globale a logiche simili.
Il punto più critico riguarda il “Project Sunrise” di Jared Kushner, che prevede la costruzione di una “Nuova Gaza” fatta di grattacieli e resort di lusso. Per Amendola, mostrare planimetrie di centri turistici mentre la popolazione civile è ancora sotto le bombe è un insulto intollerabile. Il PD contesta frontalmente questa visione speculativa, che sembra ignorare il dolore e la necessità di ricostruzione reale per dare spazio a un’operazione immobiliare guidata da privati cittadini americani.
Infine, Amendola ha richiamato il Governo alla dignità della politica estera nazionale. Invocando l’Articolo 11 della Costituzione, ha chiesto che l’Italia non si pieghi a board privati e che la questione torni immediatamente al centro del dibattito parlamentare. Secondo il PD, un grande Paese non può rinunciare alla propria indipendenza diplomatica per avallare un progetto che privatizza la pace sopra le macerie di un conflitto ancora in corso.














