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Alleanza Verdi e Sinistra Umbria: “Casa, l’Umbria cambia rotta. L’edilizia pubblica torna leva di giustizia sociale”

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato le modifiche alla legge regionale 23 del 2Alleanza Verdi e Sinistra Umbria: “Casa, l’Umbria cambia rotta. L’edilizia pubblica torna leva di giustizia sociale”003 sull’edilizia residenziale pubblica. Un intervento che ridefinisce criteri di accesso, gestione del patrimonio e politiche di assegnazione, segnando un cambio di impostazione rispetto agli anni passati, quando la destra appariva più concentrata su chi escludere dalle graduatorie che su come garantire l’assegnazione degli alloggi a chi ne aveva bisogno. Oggi la direzione è diversa e rimette al centro il diritto all’abitare e la funzione sociale della casa. Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno portato avanti con determinazione da Alleanza Verdi e Sinistra Umbria, nelle persone dell’assessore Fabio Barcaioli e del consigliere Fabrizio Ricci, che hanno lavorato in questi mesi per superare un impianto restrittivo e riportare la normativa dentro un orizzonte di giustizia sociale.

La nuova disciplina orienta le graduatorie verso le situazioni di fragilità documentata. Vengono riconosciute priorità alle famiglie numerose, ai genitori soli con figli, agli anziani con redditi bassi e alle persone con disabilità. Un’attenzione particolare è riservata alle donne vittime di violenza, che potranno accedere a quote dedicate di alloggi nei Comuni, in raccordo con i centri antiviolenza, per uscire da contesti di maltrattamento e ricostruire un percorso di autonomia. La casa diventa dunque uno snodo decisivo nei percorsi di protezione e libertà, uno spazio sicuro da cui ripartire senza dover scegliere tra la propria incolumità e un tetto sotto cui vivere.

Sono previste quote per le emergenze abitative, per i nuclei interessati da sfratto e per le persone vittime di discriminazione, con riserve per chi è inserito in progetti di vita individuali o in soluzioni di abitare condiviso. L’edilizia pubblica torna così ad essere uno strumento di inclusione e di reinserimento sociale, capace di accompagnare chi attraversa una fase di difficoltà verso una condizione di stabilità.

Accanto ai criteri di accesso, la riforma introduce la disciplina dell’autorecupero per gli alloggi non immediatamente assegnabili, con interventi compensati attraverso il canone e sotto la supervisione di Ater Umbria. Si aggiornano le regole sulla mobilità volontaria tra appartamenti per utilizzare in modo più efficace il patrimonio esistente e ridurre i tempi di attesa. Viene inoltre rafforzato l’impegno sulla riqualificazione delle case popolari, con l’obiettivo di ampliare il numero degli alloggi disponibili e migliorarne le condizioni.

Tra le modifiche approvate rientra anche l’eliminazione di requisiti già dichiarati incostituzionali, come l’obbligo di incensuratezza, la possidenza e l’anzianità minima di residenza, che avevano prodotto contenziosi e rallentamenti. La loro cancellazione rende le procedure più snelle e le assegnazioni più rapide.

Con questa riforma l’Umbria afferma che la casa non è un privilegio da concedere con parsimonia, ma un diritto da garantire. È una scelta che parla di bisogni primari, di giustizia sociale, di lotta alle disuguaglianze e di una politica che si assume la responsabilità di stare dalla parte di tutte e di tutti.

AVS Umbria