Il NO supera di 28 voti il SI.
Una vittoria di misura, ma non per questo meno significativa, se si pensa che nei seggi 1 e 2 del capoluogo, sempre ad appannaggio della destra dai tempi del PCI di Berlinguer, il NO supera il SI di 45 voti. Stessa cosa a Pontenuovo: 311 i NO, 304 i SI. A Brufa 48 voti in più per gli oppositori a questa riforma del titolo IV della Costituzione.
L’unico seggio dove il SI ha vinto è stato quello di Signoria: 372 i SI, 301 i NO
Ma come si è arrivati a questa situazione? L’attuale maggioranza non è rimasta a braccia incrociate, si è esposta nei social, ha organizzato un dibattito, è intervenuta sul suo corpo elettorale invitandolo a votare per il SI. Ma questa volta la società civile torgianese ha incrociato la politica, le argomentazioni del NO hanno ulteriormente avvicinato la cittadinanza. E le argomentazioni parlavano di una riforma scritta male , spiegata peggio , di polarizzazioni pericolose condite da narrazioni false, di indipendenza della magistratura , di pericoli autoritari, di difesa della Costituzione che invece garantisce lo stato di diritto e il rispetto delle regole per tutti. Era palese il tentativo del Governo Meloni di contrastare l’indipendenza del potere giudiziario, superando di fatto il principio della divisione dei poteri. Questo è stato il collante che ha posto le basi per ricreare un pensiero critico, quella massa critica che alimenta la partecipazione e garantisce la democrazia. Questo rapporto fra società civile, sindacato e politica deve continuare. Non è nato per caso. La grave crisi internazi onale ha facilitato questo avvicinamento, le iniziative intraprese hanno fatto il resto. Oggi è un patrimonio che non si può disperdere









