Succedono cose straordinarie e inaspettate in questo inizio di primavera che ha visto l’incredibile vittoria del NO al referendum e la grande manifestazione ‘NO Kings’ a Roma. Naturalmente, ciò che è accaduto non è avvenuto senza una sedimentazione nella società di un autunno che ha visto piazze ocenaiche per la Palestina, contro la guerra, genocidio, riarmo e autoritarismo, animate da una generazione di giovani, giovanissime e giovanissimi, scesa in campo per restarci. Come ha dimostrato partecipando in massa al referendum e dando sostanza al movimento ‘NO Kings’.
Il fatto nuovo è stata la convergenza di tutte le lotte, le pratiche, le esperienze, le culture nell’opporsi a tutte le guerre dei re e delle regine e affermando i principi della giustizia sociale e climatica, della fine della precarietà, della dignità del lavoro, della difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici, del diritto alla pace e al futuro, della lotta al precariato, di una democrazia partecipativa, diffusa e dal basso.
L’ embrione di un nuovo movimento, grande, articolato e fragile, lontano anni luce dalla politica politichese dei cosiddetti partiti che si confrontano sulle primarie.
La domanda e’ di una nuova politica, molto diversa da quella che offrono questi partiti.
Rafforzare, sostenere, alimentare il movimento è la via maestra.
Stefano Vinti, UmbriaLeft aps











