Il governo guidato da Giorgia Meloni continua a colpire la cultura e lo fa ancora una volta a danno dell’Umbria. Con un taglio complessivo di 280mila euro, due eccellenze riconosciute a livello internazionale come Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi si vedono sottrarre 140mila euro ciascuno.
Una scelta grave e miope, che arriva a pochi mesi dall’avvio delle manifestazioni, costringendo gli organizzatori a rincorrere soluzioni emergenziali, tra tagli, ridimensionamenti e la necessità di reperire risorse in tempi strettissimi.
Ma ciò che è ancora più inaccettabile è il quadro complessivo: questi tagli si inseriscono in una strategia precisa. Negli ultimi tre anni il governo ha già ridotto progressivamente i finanziamenti, con un taglio del 5% annuo, portando le risorse da 1 milione a 870mila euro. Con l’ultimo intervento si scende a 730mila euro: quasi il 30% in meno, mentre i costi aumentano e il valore culturale e turistico di questi eventi resta altissimo.
A rendere il quadro ancora più grave è il metodo con cui il governo distribuisce le risorse. Da un lato si operano tagli lineari e pesanti a manifestazioni di rilievo internazionale; dall’altro si continua a procedere con interventi frammentati e discrezionali, privi di una visione complessiva e di criteri trasparenti.
Ciò che denunciamo è un meccanismo inaccettabile: le risorse pubbliche per la cultura non possono essere gestite senza programmazione, né assegnate attraverso scelte opache o non verificabili. Serve equità tra territori, continuità nei finanziamenti e una strategia chiara, non decisioni estemporanee che finiscono per penalizzare proprio le realtà più strutturate e riconosciute.
È evidente la direzione politica: si tolgono risorse alla cultura, che rappresenta lavoro, identità e sviluppo per i territori, mentre si finanzia l’aumento delle spese militari, che continua a drenare risorse pubbliche a scapito dei servizi per la maggioranza delle persone.
Questa è la conseguenza diretta dell’allineamento del governo italiano alle politiche internazionali più aggressive, dall’asse con Donald Trump fino al sostegno alle strategie del governo israeliano. Un posizionamento che si traduce, concretamente, in meno investimenti per cultura, welfare e territori.
Tagliare la cultura significa impoverire il Paese. Significa colpire lavoratrici e lavoratori del settore, significa ridurre l’attrattività dei territori, significa negare opportunità soprattutto alle nuove generazioni.
Per l’Umbria il danno è triplo: culturale, economico e simbolico. Eventi come Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi non sono semplici appuntamenti culturali, ma veri e propri motori di sviluppo, capaci di generare indotto, turismo e occupazione.
Sinistra Italiana – AVS Perugia chiede con forza il ripristino immediato dei fondi e un’inversione di rotta nelle politiche del governo. Serve un piano strutturale di investimenti nella cultura, non ulteriori tagli alle amministrazioni di colore diverso e aiuti agli amici. Non si può far pagare sempre alla classe lavoratrice il peso di guerre che servono solo agli interessi di pochi.
Serve un piano strutturale di investimenti nella cultura, non ulteriori tagli accompagnati da interventi discrezionali e privi di trasparenza.
Sinistra Italiana – AVS Federazione di Perugia












