Lo 0,1% degli italiani, sono 50 mila persone, negli ultimi venti anni ha quasi raddoppiato la sua quota capitale sul totale nazionale, dal 6 al 10%. Contemporaneamente, la quota di ricchezza della metà più povera della popolazione, oltre 25 milioni di persone, è crollata dal 10 al 4%. In soli 4 anni (2020-23) la quota di valore aggiunto, cioè di nuova ricchezza, che ha remunerato il lavoro ha perso 12 punti mentre ne ha guadagnati 14 quella andata agli utili.
Che Paese meraviglioso per i ricchi, e che inferno d’ingiustizia per i lavoratori dipendenti e i pensionati che sono sempre più poveri.
Il 22 e 23 marzo gli elettori hanno impedito la manomissione della Costituzione repubblicana e antifascista, ora sarebbe venuto il tempo di attuarla. Vogliamo ricordare un paio di articoli costituzionali? Ecco, l’articolo 53 ad esempio:” Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. E che dell’art. 3:” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge”. Esattamente il contrario di quello che avviene nella realtà, e molto peggio in Italia che in buona parte del mondo occidentale, fatta eccezione degli Stati Uniti d’America dominati da una oligarchia corrotta, e imperialista.
Non per caso siamo il Paese dove il gas salariale è il più pesante d’Europa, con la crisi del liberismo del 2008 le buste paga in termini reali hanno perso il 9% del potere d’acquisto, come nessuno dei paesi del G7.
Riccardo Stagliano’ rilancia la tassa sui patrimoni, quelli davvero massicci, sopra i 100 milioni. Prevede una tassa patrimoniale media del 2% a carico di chi ha un patrimonio netto (case con catasto realistico, conti correnti, azioni e titoli vari) di chi ha non meno di 100 milioni. In Italia sono in pochi, 50 mila su 60 milioni, l’operazione frutterebbe 13 miliardi, e con l’aria che tira sono indispensabili per salvare lo stato sociale e la sanità pubblica su tutto.
Se i progressisti la smettessero di parlare di primarie e iniziassero a ragionare di una riforma fiscale che attualmente la Costituzione, non sarebbero più appetibili? Comunque non è peccato.
Quinto Sertorio
















