Sicurezza e socialità per il centro storico: ripartiamo dagli Stati Generali della Notte
La vicenda di queste settimane sulla sicurezza nei locali del centro storico ripropone una questione che non possiamo continuare a gestire per emergenze: come tenere insieme sicurezza, socialità e vivibilità in una strategia coerente, capace di dare risposte strutturali. La tutela dell’incolumità pubblica è una priorità assoluta, non negoziabile. Ma la sicurezza vera non si costruisce in contrapposizione alla vita dei territori: si costruisce insieme ad essa, con politiche serie, mirate e partecipate, dentro una cornice di regole condivise.Tutto questo si abbatte su una realtà già complessa: gli esercizi chiudono, i residenti diminuiscono, le strade del centro si svuotano. La chiusura forzata di locali e presìdi sociali rischia di accelerare questa deriva — e, paradossalmente, di aumentare l’insicurezza reale anziché ridurla. Il rischio è quello di trasformare le vie del centro in semplici scenografie per grandi eventi e turismo mordi e fuggi.Per questo accogliamo con favore l’iniziativa dell’amministrazione e della sindaca, che questa settimana hanno incontrato gli esercenti del centro storico. È un passo importante nella giusta direzione.Nei limiti delle competenze comunali, pensiamo sia fondamentale aprire un confronto strutturato con commercianti, associazioni, residenti e tutte le realtà che animano il centro: per individuare strumenti strutturali di rilancio e per rafforzare il ruolo dell’amministrazione come voce di questo territorio nelle sedi istituzionali.Perugia vive di cultura, socialità, relazioni. Vive dei suoi vicoli, dei suoi borghi, delle sue botteghe, dei suoi locali, teatri, librerie, associazioni. Se il centro storico muore, muore la città.Per questo rilanciamo una proposta che era al centro del nostro programma: gli Stati Generali della Notte e la costruzione partecipata di un Piano della Notte per Perugia.Gli Stati Generali della Notte sono il metodo: un percorso pubblico e strutturato che metta attorno allo stesso tavolo chi la notte la vive e chi la notte la governa. Esercenti, lavoratrici e lavoratori, residenti, associazioni culturali e giovanili, comunità studentesca, forze dell’ordine, operatori del trasporto pubblico.Il Piano della Notte è l’esito di questo processo: uno strumento di programmazione che affronti in modo integrato i nodi che riguardano il centro storico. Mobilità e trasporti, illuminazione e cura degli spazi pubblici, presìdi territoriali e mediazione dei conflitti, politiche culturali e sostegno ai luoghi della socialità, convivenza con le residenze, prevenzione e riduzione del danno.Una cornice di regole condivise, costruite con chi la città la vive, che restituisca a Perugia uno strumento per governare — e non per subire — la propria vita notturna.Altre città italiane ed europee hanno già imboccato questa strada, con risultati significativi sia sul piano della sicurezza sia su quello dell’attrattività culturale ed economica.Perugia ha tutte le condizioni per farlo: un centro storico unico, un tessuto associativo vivo, una comunità studentesca che è parte integrante della sua identità.Sicurezza, socialità e vivibilità non sono esigenze in conflitto. Una città sicura è una città viva — abitata, curata, partecipata — dove le regole nascono dal confronto e sono rispettate perché riconosciute.Perché non può esistere sicurezza in una città deserta, né comunità senza luoghi nei quali incontrarsi.Ripartiamo da qui.
Sveva Stancati
Segretaria circolo perugino di Sinistra Italiana














