L’associazione interviene sull’ipotesi di una sola Usl e nel “deprimente” dibattito sul futuro della sanità umbra: “Non considerati fabbisogni della popolazione, potenziamento della sanità territoriale e valorizzazione dei lavoratori del settore”
(AVInews) – Perugia, 8 giu. – “Continua un dibattito sull’aspetto della sanità umbra alimentato essenzialmente da voci, da spifferi, da quasi smentite, da mezze conferme. Un modo di procedere e di approcciare l’agognato nuovo Piano socio sanitario regionale, che non è propriamente il massimo della trasparenza e del rispetto per i pazienti, i lavoratori della sanità pubblica e le istituzioni locali, a partire dai sindaci”. È quanto afferma Stefano Vinti dell’associazione culturale Umbrialeft. “In particolare – prosegue –, la riorganizzazione del governo sanitario rispetto agli assetti istituzionali delle Usl è quello che stimola questo anomale e deprimente confronto politico; confronto, chiamiamolo così, per intenderci, che non pone al centro i fabbisogni di salute della popolazione, il potenziamento della sanità territoriale e la valorizzazione dei lavoratori del settore”. “Appare cervellotica e autolesionista – sostiene, in particolare, Vinti – l’ipotesi di andare a costituire una sola Usl con relativa penalizzazione di Perugia e Terni, tra l’altro con un risparmio irrisorio e verificabile, forse, solo in un futuro non certo immediato. Tralasciando per il momento la annunciata riduzione dei distretti e della rete ospedaliera. La scelta necessaria, condivisibile e politicamente sostenibile è confermare gli attuali assetti ed equilibri istituzionali basati su due Usl e due aziende ospedaliere. Aldilà di tante inutili ‘chiacchiere’, l’associazione Umbrialeft s’impegna nella raccolta di firme per l’iniziativa di legge popolare sul potenziamento della sanità pubblica che indica l’obiettivo di aumentare i finanziamenti almeno fino al 7,5% del Pil, potenziare il personale e l’assistenza territoriale”.












