Secondo i dati Istat elaborati dalla Unione Consumatori a maggio 2026 l’inflazione nella nostra regione è pari al 3,2% e il rincaro annuo stimato è di 812 euro a famiglia. Un dato che conferma una ulteriore penalizzazione del potere d’acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni umbre. Colpite duramente anche le piccole imprese dal caro energia.
Un dato che invoca l’urgenza della definizione di una piattaforma per rivendicare l’aumento dei redditi del lavoro subordinato e interventi a sostegno degli artigiani e dei piccoli esercenti.
Occorre una mobilitazione per rivendicare una giusta redistribuzione della ricchezza sociale prodotta, anche attraverso una tassazione dei grandi patrimoni, della rendita e dei profitti nonché una riforma fiscale nettamente progressiva.
Subito.
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Umbria, schizzano inflazione e rincari











