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Caro carburanti, l’allarme della CGIL Umbria: a rischio imprese, trasporti e posti di lavoro

La Filt CGIL denuncia le difficoltà del settore logistico e sollecita interventi del Governo. Il segretario Ciro Zeno propone investimenti e un nuovo modello di trasporto integrato tra strada e ferrovia.

Perugia, 24 ottobre 2026

L’aumento dei prezzi dei carburanti torna al centro del confronto economico e politico, con conseguenze che rischiano di pesare soprattutto sulle imprese di trasporto, sui lavoratori e sull’intera filiera della distribuzione delle merci.

A richiamare l’attenzione sulla situazione è la Filt CGIL Umbria, che esprime forte preoccupazione per la tenuta del comparto regionale e chiede al Governo Meloni misure capaci di affrontare sia l’emergenza dei costi sia le criticità strutturali del sistema logistico.

Il segretario generale della categoria, Ciro Zeno, sottolinea come il rincaro di benzina e gasolio rappresenti un problema sempre più rilevante per le aziende del settore, con possibili ripercussioni sulle commesse, sulla continuità delle attività produttive e sull’occupazione.

Secondo il sindacato, in assenza di interventi adeguati potrebbero essere messi in discussione centinaia di posti di lavoro in Umbria. Si tratta di un rischio denunciato dalla Filt CGIL, non di una stima di licenziamenti già avvenuti.

I prezzi dei carburanti e le difficoltà delle imprese

A confermare la pressione sui costi contribuiscono i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il 19 ottobre 2026 il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self-service sulla rete stradale risultava pari a 2,029 euro al litro per la benzina e 2,257 euro per il gasolio.

Per le imprese che movimentano merci quotidianamente, il costo del carburante costituisce una delle principali voci di spesa. Un incremento prolungato può incidere sui margini aziendali, sui prezzi dei servizi e sulla capacità di programmare gli investimenti.

La questione interessa direttamente anche l’Umbria, dove la competitività delle attività produttive dipende dalla possibilità di collegarsi in maniera efficiente ai principali mercati nazionali.

La CGIL chiede una strategia di lungo periodo

Per la Filt CGIL non è sufficiente intervenire soltanto sull’emergenza immediata. Occorre ripensare il sistema dei trasporti attraverso investimenti, innovazione tecnologica e una maggiore integrazione tra le diverse modalità di movimentazione delle merci.

Il sindacato sollecita il Governo a destinare risorse al comparto e a promuovere una progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, in coerenza con gli impegni internazionali in materia ambientale.

Tra le proposte avanzate figura un sistema di trasporto ferroviario capace di accogliere direttamente i mezzi pesanti, con gli autisti a bordo, lungo le tratte medio-lunghe, a partire da 300 chilometri.

L’obiettivo è trasferire una parte del traffico merci dalla strada alla ferrovia, senza interrompere la continuità delle operazioni di trasporto e distribuzione.

La Filt CGIL ritiene che una maggiore integrazione tra gomma e ferro possa contribuire a contenere i costi, migliorare la sicurezza stradale, limitare l’impatto ambientale e tutelare l’occupazione.

Il nodo delle infrastrutture umbre

Il tema dell’intermodalità si intreccia con una questione particolarmente importante per il territorio: il completamento della piattaforma logistica di Terni-Narni.

Proprio il 22 ottobre, nel corso del question time dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, è stato affrontato lo stato di avanzamento del collegamento ferroviario della struttura.

L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha illustrato il cronoprogramma aggiornato, indicando la conclusione delle opere infrastrutturali entro il primo semestre del 2027 e l’operatività tecnologica ferroviaria nel 2028, con il successivo avvio della circolazione commerciale.

L’aggiornamento dei tempi, secondo quanto riferito dall’assessore, dipende dalla complessità tecnica dell’intervento e dai necessari adeguamenti ai sistemi nazionali di sicurezza ferroviaria.

La vicenda conferma quanto il potenziamento della logistica regionale richieda una programmazione di lungo periodo e un coordinamento efficace tra istituzioni, gestori delle infrastrutture e operatori economici.

Il confronto con il Governo

Sul fronte dei carburanti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha evidenziato l’adesione di oltre diecimila distributori, all’inizio di ottobre, all’iniziativa di contenimento dei prezzi promossa attraverso il cosiddetto price cap.

La Filt CGIL, tuttavia, pone l’attenzione soprattutto sulla necessità di risposte strutturali per le imprese di autotrasporto e per i loro dipendenti.

Il confronto riguarda quindi non soltanto il livello dei prezzi alla pompa, ma anche la capacità di costruire un sistema logistico meno esposto alle oscillazioni dei mercati energetici.

Occupazione e sviluppo: una sfida per l’Umbria

La preoccupazione espressa dal sindacato richiama una questione più ampia: come sostenere la competitività delle imprese senza scaricare le difficoltà economiche sul lavoro e sulle condizioni occupazionali.

Per l’Umbria, investire nelle infrastrutture e nell’integrazione tra trasporto stradale e ferroviario significa affrontare contemporaneamente problemi economici, ambientali e sociali.

Le proposte della Filt CGIL aprono così un confronto che coinvolge Governo, Regione, imprese e organizzazioni sindacali.

Al centro rimane la necessità di individuare soluzioni concrete per garantire continuità alle attività produttive, salvaguardare l’occupazione e accompagnare il settore dei trasporti verso un modello più efficiente e sostenibile.