LUCIANO NERI (Presidente del Centro Relazioni Internazionali):
DICHIARAZIONE SULLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE SU GAZA PRESENTATA DA TRUMP AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU
In queste ore al Consiglio di Sicurezza dell’Onu si sta discutendo una risoluzione presentata dagli Stati Uniti, scritta assieme a Israele, finalizzata a cancellare lo Stato palestinese ed a sancire l’esclusiva titolarità di Stati Uniti e Israele su qualsiasi decisione che riguardi la Palestina e i palestinesi. La risoluzione istituisce un cosiddetto Consiglio per la Pace (absit iniuria verbis) dominato da Stati Uniti e Regno Unito, presieduto da Donald Trump, con pieni poteri sul governo, sui confini, sulla ricostruzione e sulla sicurezza di Gaza. Questo, come lo definisce Jeffrey Sachs, è solo imperialismo mascherato. Un’altra tappa del crimine genocidario contro i palestinesi, sia di Gaza che della Cisgiordania.
La risoluzione:
1) La risoluzione renderebbe qualsiasi trasferimento di autorità ai palestinesi dipendente dalle decisioni del cosiddetto Consiglio per la Pace. E’ la regressione, persino peggiore e più criminale perché fondata su un genocidio, al mandato coloniale britannico di 100 anni fa. Solo esercitato dagli Stati Uniti al posto della Gran Bretagna.
2) Secondo la risoluzione, il Peace Board riceverebbe poteri sovrani a Gaza. La sovranità palestinese e la sicurezza militare sarebbe a discrezione del Board e le forze incaricate del controllo degli accordi non risponderebbero al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o al popolo palestinese, ma alla cosiddetto comando esecutivo della giunta (il Board).
3) La Palestina è uno Stato, sebbene la sua sovranità continui a essere ostacolata dagli Stati Uniti, che usano il loro potere di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare l’adesione permanente della Palestina all’organizzazione. Alle Nazioni Unite lo scorso luglio e di nuovo a settembre, l’Assemblea Generale ha votato a stragrande maggioranza a favore del riconoscimento dello Stato palestinese, un fatto che ha portato gli Stati Uniti a raddoppiare i propri sforzi, sfociando nell’attuale risoluzione di sostegno a tutti i piani militari e coloniali di Tel Aviv.
4) Gli Stati Uniti non vogliono e non possono offrire a Gaza alcuna vera protezione; esercitano una estorsione di carattere mafioso nei confronti dei diversi regimi, specialmente di quelli retti da monarchie islamo – fasciste del golfo e del medio oriente alle quali si rivolgono con minacce o comprandole con laute contropartite finanziarie. La Palestina rimane vittima perpetua delle manovre statunitensi e israeliane. Con risultati devastanti non solo per la Palestina, ma anche per il mondo arabo, i cui regimi rischiano di saltare. E per noi. Solo dei folli possono pensare che non determinano effetti devastanti per la nostra sicurezza e per le nostre economie le tante guerre che Israele e gli Stati Uniti stanno scatenando nei Paesi a noi vicini: dal Corno d’Africa, in Sudan, al Nord Africa, in Libia, dal Mediterraneo orientale, in Libano, in Siria, nella Penisola arabica, nello Yemen e in Asia occidentale, inclusi Iraq e Iran. Se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vuole garantire una reale sicurezza in applicazione della Carta delle Nazioni Unite, non deve cedere alle pressioni degli Stati Uniti, ma agire con decisione in conformità con il diritto internazionale. Una risoluzione veramente orientata alla pace dovrebbe:includere tre punti fondamentali:
A) riconoscere lo Stato di Palestina come membro sovrano delle Nazioni Unite, con la revoca del veto statunitense;
B) salvaguardare l’integrità territoriale dello Stato di Palestina secondo i confini del 1967;
C) istituire una forza di protezione su mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, composta da Stati indipendenti e non direttamente coinvolti nel genocidio;













