I segretari regionali Damiano Bernardini (Pd Umbria), Luigi Tosiani (Pd Emilia-Romagna), Emiliano Fossi (Pd Toscana) e Silvio Lai (Pd Sardegna) ribadiscono che, invece di una forzatura burocratica, sarebbe stato necessario aprire un confronto politico e istituzionale serio con le Regioni e con gli enti locali, nel pieno rispetto delle autonomie e delle responsabilità condivise sancite dalla Costituzione. Le amministrazioni territoriali hanno più volte evidenziato le peculiarità dei propri contesti e chiesto criteri più flessibili; il Governo ha risposto con un irrigidimento che rischia di produrre danni strutturali e duraturi.
“La nostra visione dell’autonomia scolastica parte proprio dal riconoscimento delle differenze territoriali: aree interne, zone montane, isole e centri marginali non possono essere trattati con logiche uniformi e centralistiche. In questi contesti la scuola non è soltanto un luogo di istruzione, ma un presidio fondamentale di servizi pubblici, coesione sociale e garanzia dei diritti essenziali. Indebolirla significa accelerare lo spopolamento, aumentare le disuguaglianze e allontanare lo Stato dai cittadini. Per questo serve un’autonomia che tenga insieme qualità dell’offerta formativa, equità territoriale e responsabilità condivisa, non decisioni calate dall’alto che ignorano la realtà dei territori”.












